Enel e il nucleare in Slovacchia

Nel processo di completamento delle unità 3 e 4 della centrale nucleare di Mochovce (regione di Nitra), la scorsa settimana Slovenske Elektrarne ha compiuto un passaggio fondamentale dei lavori con l’installazione del vessel dell’unità 3. Il vessel è l’involucro all’interno del quale avviene la fissione nucleare, in sostanza il cuore della centrale.

L’enorme struttura in acciaio, realizzata dalla ceca Skoda Js, è stata mostrata a membri del Governo slovacco, del Parlamento, dell’Autorità di controllo e alla stampa. Il terzo reattore sarà pronto nel Dicembre 2012, mentre otto mesi dopo, e con un investimento complessivo che arriverà a 2,8 miliardi di euro, saranno ultimati i lavori nell’unità 4. Con la 1 e la 2, già in funzione dalla fine degli anni ’90, Mochovce sarà in grado di soddisfare il 45% dei bisogni energetici della Slovacchia.

Ma quel che è forse ancora più importante per l’Enel, è la possibilità di rientrare concretamente nel nucleare con la costruzione di una centrale partendo sostanzialmente da zero, cioè quello che occorrerà fare in Italia, dove le vecchie centrali sono state dismesse, e l’Enel avrebbe in programma di realizzarne quattro nuove con la francese Edf.

Nei lavori di Mochovce sono stati impiegati circa 500 italiani (e circa una trentina di aziende del made in Italy), chiamati a ‘farsi le ossa’ per affrontare la difficile sfida di casa nostra, dove è necessario ricostruire le competenze dopo lo stop all’atomo, in seguito al referendum post-Chernobyl del 1987. «Le cose sono complementari per competenze e tempistica», ha spiegato il country manager dell’Enel per la Slovacchia, Paolo Ruzzini. E se la tecnologia dei reattori in Slovacchia è del tipo Vver, per competenza ingegneristica sono compatibili con quelli di tipo Epr che sono previsti in Italia, dice Ruzzini.

Ma sui tempi delle centrali nucleari in Italia, al momento, non si possono fare previsioni. Dopo gli annunci del Governo Berlusconi appena insediato, il programma nucleare ha subito un bel rallentamento, e ancora non è stata nominata l’Agenzia per la sicurezza. Il 25% di energia nucleare, con 100 Twh previsti per il 2030, sono piuttosto irrealistici. Gli almeno 8 reattori che erano in ipotesi sono molto lontani, dice il sito ecoblog.it, considerando i ritardi già accumulati dai programmi francesi e cinesi (che nulla hanno da invidiare alle competenze italiane, anzi) nell’attuale costruzione dei reattori di terza generazione. E se 40 potrebbero essere i nuovi reattori in tutto il mondo nei prossimi vent’anni, non è certo pensabile che il 20-25% di questi nasca in Italia, conclude ecoblog, anche perchè Enel sembra poter mettere fondi per 10-12 miliardi di euro, vale a dire il 30-40% del programma, e non si vede chi altri potrebbe coprire il resto.

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(La Redazione)

1 Commento

  1. Segnaliamo a questo link una panoramica del Sole 24 Ore sulla nuova “primavera” dell’atomo a livello mondiale, specialmente in oriente. E a questo link un articolo sulla Corea del Sud quale global player nell’industria nucleare, insidiando le tradizionali posizioni nel settore di Stati Uniti e Francia.

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