Buoni pasto, scoperti due accordi di cartello tra le imprese del settore

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L’Ufficio Antimonopoli (PMU) ha annunciato una multa di quasi 3 milioni di euro a cinque aziende del settore ristorazione aziendale per la creazione di due accordi di cartello nel rilascio dei cosiddetti buoni pasto (ticket restaurant). Le imprese si dividevano il mercato tra di loro facendo pressioni sulle catene della grande distribuzione per accettare un massimo di cinque buoni pasto quando venivano utilizzati per il pagamento della spesa nei negozi. Le aziende emittenti i buoni, infatti, trovavano molto più remunerativo ricevere le commissioni da hotel e ristoranti dove i buoni potevano essere usati per fruire del pranzo, piuttosto che la commissione ridotta praticata dai negozi.

Le stesse aziende, poi, avrebbero fatto cartello anche durante la partecipazione ad almeno otto gare pubbliche d’appalto. L’autorità per la concorrenza ritiene che sarebbe utile cancellare il sistema dei buoni pasto obbligatori che le aziende consegnano ai dipendenti come parte della retribuzione. Piuttosto, i lavoratori potrebbero ricevere lo stesso importo in denaro in busta paga. Quanto meno, PMU pensa che il sistema da obbligatorio debba diventare volontario, e potranno essere gli stessi dipendenti a decidere se vogliono o meno ricevere i buoni pasto.

Il ministero del Lavoro crede tuttavia che se vengono aboliti i buoni pasto la gente smetterà di andare a mangiare nei ristoranti, il che andrebbe ad avere ricadute negative sull’occupazione del settore. Inoltre, ricevendo denaro anziché voucher i lavoratori sarebbero incentivati a saltare il pasto, con conseguenze sulla salute.

(Fonte RSI)

Immagine: BS/wikicommons

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