Anche l’Europa si prepara a combattere il virus Zika

Il rischio della diffusione del virus nel Vecchio continente è al momento estremamente basso. Tuttavia, gli esperti dell’Ecdc raccomandano alta sorveglianza nei confronti di Zika. A partire dalle zanzare che potrebbero trasmetterlo.

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Nell’Europa continentale, casi di trasmissione autoctona da virus Zika non sono stati segnalati. Gli oltre cento notificati dalle autorità sanitarie sono tutti casi di importazione, ricorda l’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc). Diversi paesi europei hanno emesso consigli di viaggio a chi si reca nelle zone colpite dal virus e consigliato alle donne incinte di rimandare eventuali viaggi, alla luce del possibile legame tra infezione da virus Zika e malformazioni e disordini neurologici. L’incertezza è ancora infatti la sensazione predominante su Zika e i possibili problemi legati all’infezione, e anche dall’Ecdc arrivano delle raccomandazioni sul possibile rischio di diffusione del virus sul territorio europeo.

In realtà, il rischio di trasmissione del virus Zika in Europa durante la stagione invernale, ormai agli sgoccioli, è estremamente basso, ricordano gli esperti. Le condizioni climatiche infatti non sono quelle ideali per le Aedes albopictus, l’altro potenziale vettore del virus e quello principale, Aedes aegypti, è praticamente assente in Europa (qui le mappe di distribuzione delle zanzare).

Ma il principio di cautela quando in ballo ci sono potenziali rischi per la salute invita certamente a prepararsi e a considerare ogni eventualità, senza lanciare al contempo inutili allarmi.

Lo que debes saber sobre el virus del Zika

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Così, se ora il rischio è molto basso, durante l’estate la trasmissione autoctona in Europa, in seguito alla potenziale introduzione del virus da parte di una persona infettata proveniente dalle zone interessate dall’epidemia non è da escludersi. Anzi le previsioni dell’ International Research Institute for Climate and Society da qui ad aprile, ricordano dall’Ecdc, parlano di temperature sopra la media in Europa, accompagnate da un anomalo pattern di precipitazioni che potrebbero anticipare la stagione delle zanzare. Per questo, non potendo escludere del tutto il rischio, gli esperti hanno abbozzato una sorta di piano per prepararsi a un possibile pericolo di Zika in Europa.

Punto cardine del piano è il potenziamento delle capacità di diagnosi dei laboratori e di conseguenza della segnalazione dei nuovi casi di importazione di Zika, specialmente nelle aree dove è presente il potenziale vettore (Aedes albopictus). A tal proposito, l’Ecdc raccomanda di rafforzare il monitoraggio e controllo delle zanzare, incluse le specie invasive, coinvolgendo la comunità stessa nella gestione dei potenziali vettori del virus. Perché, proprio come ribadito anche dall’Oms, la lotta al virus comincia dalla lotta alle zanzare, valutando l’utilizzo di insetti geneticamente modificati, maschi sterilizzati con basse dose di radiazioni (progetto a cui collabora anche l’International Atomic Energy Agency) o infettati con batteri Wolbachia.

(Anna Lisa Bonfranceschi, via Wired.it)

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Foto secretariadesaudepoa cc-by-nc-sa

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