La polizia slovacca testa le barriere mobili contro gli immigrati clandestini

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Ieri, nel villaggio di Rusovce, nel quartiere più orientale del comune di Bratislava, la polizia e i vigili del fuoco hanno tenuto una esercitazione che ha incluso un addestramento all’uso di una barriera mobile da utilizzare per fermare i migranti alla frontiera e dirigere il loro flusso, che anche quest’anno si attende massiccio. Al test, che per chiarezza è stato intitolato “Barriera”, hanno presenziato anche il primo ministro Robert Fico e il ministro dell’Interno Robert Kalinak, che oggi è a Bruxelles per un vertice dei ministri UE sul tema migratorio.

Secondo il Ministero degli Interni slovacco esistono mezzi sufficienti per erigere una barriera lunga diversi chilometri. Non ha tuttavia specificato il numero esatto di chilometri che possono essere bloccati in tale modo. Per come stanno oggi le cose, il confine con l’Austria sarebbe indicato come una delle aree nelle quali la barriera potrebbe essere installata. Il ministro Kalinak ha detto che la polizia dispone anche di altri mezzi di protezione dei confini della Repubblica Slovacca, tra i quali pattuglie impiegate sui mezzi di trasporto pubblico, dato che i migranti in migliori condizioni economiche utilizzano treni e autobus per spostarsi.

Il premier Fico ha ripetuto come sia del tutto ovvio che l’Unione europea non sia in grado di proteggere i confini della zona Schengen, e che il numero di migranti che entrano in Europa da Grecia e Turchia continua ad aumentare e andrà ancora peggio in primavera, con condizioni meteo più miti.

«Noi non rispetteremo le quote obbligatorie, perché sono prive di senso», ha sottolineato ancora una volta Fico parlando ai media, non lasciando dubbi sulla posizione ufficiale della Slovacchia sulla questione.

(Fonte RSI-Rtvs.sk)

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Nella foto: il “muro” eretto dagli ungheresi nel 2015 al confine con la Serbia
Foto Bőr Benedek cc-by

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