Fico: la Slovacchia pronta a proteggersi se l’Austria chiude i confini ai migranti

slovacchia

Mentre i profughi sono bloccati alle frontiere balcaniche (in 10 mila tra Grecia e Macedonia), l’Austria rompe con Bruxelles e decide di gestire la crisi migratoria senza il cappello dell’Unione europea. Come scriveva ieri l’Huffington Post, «nella aspra guerra tra cancellerie europee, ormai arrivata al culmine, Austria, Slovenia, Serbia e Macedonia fermano il passaggio dei disperati provenienti dalla Grecia provocando un effetto imbuto che innalza la tensione politica a livelli inaspettati». All’incontro urgente sulla crisi dei Balcani, previsto per oggi a Vienna «l’Austria ha escluso non soltanto la Grecia ma anche la Commissione europea e il presidente di turno dell’Unione, il premier olandese Mark Rutte», un «gesto senza precedenti (leggi il resto su Huffington Post).

Sulla posizione dell’Austria, a margine del vertice UE di Bruxelles della scorsa settimana il premier slovacco Robert Fico aveva detto venerdì scorso detto che a seguito di tale decisione di Vienna nel mettere limiti all’accettazione dei richiedenti asilo, anche la Slovacchia è pronta ad introdurre misure tecniche per proteggere il suo confine con l’Austria contro la possibile ondata di immigrati. Anche noi dobbiamo iniziare a preparare «barriere tecniche», ha detto. «Se alcuni paesi danno il via a misure unilaterali come ha fatto l’Austria noi subiremo un’enorme pressione da parte dei migranti. Dunque abbiamo anche noi il diritto di adottare misure unilaterali», ha detto Fico a Tasr, sottolineando tuttavia che le soluzioni unilaterali non sono il modo giusto di affrontare il problema. Molto meglio sarebbe stato salvaguardare la frontiera esterna di Schengen, e non chiudere i confini all’interno dell’area di libera circolazione. Ora è però molto probabile che altri paesi seguiranno l’esempio dell’Austria, ha sottolineato il premier slovacco.

La Slovacchia non ha colpe in questa crisi migratoria, ha detto il premier slovacco in una conferenza stampa a Bruxelles, e «non vuole pagarne il prezzo». La decisione austriaca ha causato una grande tensione al vertice, ha sottolineato, ma sulle soluzioni tecniche il ministro degli Interni Robert Kalinak sa cosa fare.

L’Austria, che ha annunciato la volontà di accogliere solo 37.500 richiedenti asilo quest’anno contro i 90.000 del 2015, da venerdì accetta dai passaggi di frontiera con la Slovenia soltanto 80 richiedenti asilo al giorno. Potranno entrare nel territorio austriaco anche altri 3.200 rifugiati diretti in Germania al giorno. La mossa di Vienna potrebbe causare un effetto domino, e i paesi dei Balcani occidentali potrebbero imporre limiti al passaggio dei migranti, causando come effetto una crisi umanitaria in Grecia. In queste ore La Slovenia è pronta a schierare i militari a protezione dei suoi confini, la Macedonia rafforza la protezione della frontiera con la Grecia con filo spinato, e il ministro serbo per le migrazioni ha annunciato a Belgrado che “la Serbia farà lo stesso dell’Austria “.

Intervenendo al programma politico della tv RTVS ‘O 5 Minut 12’ il premier Robert Fico ha detto domenica che il nuovo governo vincitore nelle elezioni del 5 marzo si troverà sotto una enorme pressione per accettare i rifugiati, soprattutto oggi che alcuni paesi UE (ultimo l’Austria) hanno deciso di imporre forti limiti all’accoglienza di richiedenti asilo. Se altri paesi adottano decisioni unilaterali, sarà nostro dovere creare barriere sul triangolo di confine Slovacchia-Austria-Ungheria per fermare queste persone, una posizione che alcuni leader del centro-destra, come Bela Bugar (Most) e Jan Figel (KDH) etichettano come “puro allarmismo”. Bugar ha detto, secondo Tasr, che «non c’è bisogno di spaventare la gente con i migranti. Non dobbiamo avere paura. A mio avviso, sono più loro ad aver paura di noi che noi di loro».

(Fonte Tasr, Huffington Post)

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