Vino Made in Italy: l’UE fa dietrofront sulla liberalizzazione di etichette e vitigni

La proposta avrebbe permesso ai vini esteri di riportare in etichetta nomi di prodotti made in Italy identificati con denominazione di origine protetta.

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La Commissione europea va verso un dietrofront sulla proposta di liberalizzazione dei nomi dei vitigni sulle etichette fuori dai luoghi di produzione. «Il direttore generale Joost Korte, a seguito delle nostre osservazioni, ha dichiarato che proporrà al commissario per l’Agricoltura Ue Phil Hogan il ritiro dell’atto delegato sul vino», ha annunciato Paolo De Castro, coordinatore per il gruppo S&d della Commissione agricoltura dell’Europarlamento.

Le norme attualmente in discussione avrebbero permesso ai vini esteri di riportare in etichetta nomi di prodotti made in Italy identificati con denominazione di origine protetta. Per intenderci avrebbero potuto essere vendute bottiglie di Barbera austriache oppure di Nebbiolo tedesco.Di fatto si sarebbe tolta ogni tutela ai vini identitari penalizzando i produttori italiani.

A rischio ci sono anche altre Doc come Aglianico, Brachetto, Cortese, Fiano, Lambrusco, Greco, Picolit, Primitivo, Rossese, Sangiovese, Teroldego, Verdicchio, Negroamaro, Falanghina, Vermentino o Vernaccia. Secondo Coldiretti «è stato sventato uno scippo da 3 miliardi». Mentre per Alleanza delle Cooperative «il pressing italiano contro la liberalizzazione sta dando i primi risultati».

(Maurizio Tropeano, via La Stampa)

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Foto M.Simoncini cc-by

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