La lezione di Davos: leader scollegati dalla realtà

wef world economic forum / elaborazione Buongiorno Slovacchia

I ricchi e i potenti che si incontrano ogni anno al World Economic Forum (WEF), questa volta si sono riuniti con uno stato d’animo cupo. Non solo perché il giorno in cui si sono incontrati quasi 8 miliardi dollari sono scomparsi dai mercati azionari mondiali a causa di una “correzione”, ma anche perché nessun leader sarebbe potuto essere in ottimo umore.

Il cancelliere tedesco Angela Merkel sta perdendo terreno a causa del modo in cui ha gestito la crisi dei rifugiati. Il presidente francese François Hollande si trova ad affrontare un calo nei sondaggi, fatto che favorisce Marine Le Pen. Il primo ministro spagnolo, Mariano Rajoy ha praticamente perso le elezioni. Il presidente del consiglio d’Italia, Matteo Renzi sta affrontando una grave crisi del sistema bancario italiano, che potrebbe distruggere la terza più grande economia europea.

In aggiunta, i leader di Cina, Brasile, India, Nigeria e di altre economie, quelle dei “paesi emergenti”, come vengono chiamati in gergo economico, stanno attraversando una grave crisi economica, che colpisce anche le economie del Nord. L’assenza dei presidenti di Brasile e Cina ne è stato un segno rivelatore.

Tuttavia quest’ultimo incontro di Davos rimarrà nella storia del FEM (n.d.t. Forum Economico Mondiale) come il miglior esempio del crescente scollamento tra le élite e i cittadini.

Il tema del forum è stato “Come dominare la quarta rivoluzione“, la tesi che l’ingegnere ed economista tedesco Klaus Schwab, fondatore e CEO di Davos, delinea in un libro pubblicato qualche settimana prima. La teoria è che siamo di fronte ad una fusione di tutte le tecnologie, fatto che cambierà l’intero sistema di produzione e lavoro.

La Prima Rivoluzione Industriale agli inizi del XIX secolo, fu quella della sostituzione della manodopera con le macchine. Poi, alla fine di quel secolo arrivò la Seconda Rivoluzione Industriale, quella che combinò la scienza con l’industria, cambiando completamente il sistema di produzione. Poi, a metà del secolo scorso, nell’era dei computer, il digitale viene consacrato come la terza rivoluzione industriale. Secondo Schwalb, ora stiamo entrando nella Quarta Rivoluzione Industriale (QRI), in cui i lavoratori saranno sostituiti da robot e dalla meccanizzazione.

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