Tradizioni slovacche: FAŠIANGY

fasiangy a Modra (foto_slovakia.travel)

Fašiangy – il carnevale – è il periodo tra l’Epifania (Traja králi, 6 gennaio) e Mercoledì delle Ceneri (Popolcová streda, nel 2016 cade al 10 febbraio) con il quali si apre il periodo di Quaresima.

L’etimologia del termine “carnevale” risale probabilmente al latino carnem levare, l’espressione che indicava la prescrizione ecclesiastica medioevale di astenersi dal mangiare la carne, partendo dal primo giorno di Quaresima, cioè dal giorno successivo alla fine del carnevale, fino al Giovedì Santo prima della Pasqua. Storicamente il periodo di carnevale è caratterizzato dallo sregolato consumo di cibi e di bevande, di piaceri sensuali, di scambio di ruoli sociali e di travestimenti, di nascondersi dietro alle maschere.

Questa “voglia di scatenarsi” ha le radici molto antiche: ha le stesse caratteristiche delle feste greche in onore di Dionisio, il dio greco del vino, e delle feste romane Saturnali che celebravano con i riti religiosi il dio Saturno; ma bisogna tornare ancora più indietro, verso l’uomo primitivo, il cui vita era strettamente legata al ciclo delle stagioni, al Sole e alla Natura. Il periodo di carnevale è il momento di passaggio dall’inverno alla primavera. Bisogna consumare le ultime scorte raccolte d’autunno perché queste difficilmente si conservano fino alla primavera. Le notti sono ancora lunghe, fuori fa freddo e si esce di rado. È il periodo dell’anno più difficile da superare, il periodo quando la Morte miete più frutti: perciò ci sono degli spiriti maligni da scacciare, si indossano le maschere rappresentanti gli antenati e si portano dei doni in forma di cibo e bevande sulle loro tombe, si esorcizza la morte; ci sono i riti propiziatori da farsi per assicurarsi la salute, la fertilità femminile, della Terra e degli animali domestici. Certo un po’ di allegria aiuta tenere alta la morale, scaccia la noia e la tristezza. In questi momenti si fanno i giochi, si raccontano le fiabe, si cantano le canzoni canzonatorie, si corteggiano le ragazze e si creano nuove copie. Infine, le scorte saranno esaurite, gli animi pacati e si digiuna per necessità; con trepidazione si attende l’arrivo della nuova primavera per raccogliere i primi germogli pieni di forza vitale.

fasiangy carnevale slovacco (foto_bytca.sk)

Il carnevale è la festa dell’allegria, dei divertimenti e degli schiamazzi, delle manifestazioni folcloristiche e delle tradizioni particolari (per l’Italia basti nominare il Carnevale di Venezia e quello di Viareggio, famoso per i suoi carri allegorici).  La parola slovacca che oggi indica carnevale – fašiangy (raramente anche fašiang, fašianok) ha le origini nel tedesco Faschung (che secondo alcune opinioni a sua volta risale alla parola germanica Vasen, „correre velocemente“ oppure, secondo altre opinioni, dalla alla parola Vast-schant, „l’ultima bibita“); storicamente la parola slava utilizzata per indicare questo periodo (le testimonianze risalgono fino alla Grande Moravia – 9° secolo) era mjasopust – il periodo dell’astenersi dal mangiare la carne. In lingua ceca la parola tutt’oggi in uso per indicare il periodo di carnevale è proprio masopust.

Le usanze popolari di carnevale in Slovacchia variavano da regione a regione. In generale, durante gli ultimi tre giorni di carnevale – chiamati ostatky, le rimanenze – nessuno lavorava; la musica suonava dal pomeriggio o dalla sera, per tutta la notte, si ballava e si cantava. In alcuni paesini (p.e. Čičmany) si preparava un´enorme frittata per tutto il paese, naturalmente le uova e la pancetta venivano raccolti da porta a porta tutta la settimana precedente, mentre si invitavano le ragazze e tutti gli abitanti alla festa. In altri posti si raccoglieva nello stesso modo il grano per preparare l’acquavite. Tutti si incontravano durante priadky, la filatura di lana, dove mangiavano e si divertivano tutti insieme. Non mancavano mai le specialità locali come le carni affumicate, le salsicce, il maiale in gelatina, tra i dolci gli strudel e le frittelle di vari tipi e nomi: šišky, pampúchy, fánky, kramle. (Qui sotto foto di šišky e fánky).

fasiangy-sisky_

fasiangy-fanky_

Nel giorno di Martedì Grasso (in alcuni paesini nei giorni precedenti) le maschere attraversavano il paese, fermandosi più a lungo nelle case dove c’erano le fanciulle da maritare; ballavano con loro, benedivano la casa e poi gli veniva offerto da bere e da mangiare. Le maschere tradizionali erano le rappresentazioni degli animali: l’uro (Turoň), la capra (Koza), l’orso (Medveď) e il lupo (Vlk). Successivamente si sono aggiunte le maschere rappresentanti vari caratteri. A mezzanotte del Mercoledì delle Ceneri (o in uno dei giorni precedenti, secondo il luogo) – come simbolo di fine divertimenti, musiche, balli e ilarità – veniva seppellito il contrabasso (Basa), con tanto di pianti e lamenti, alla presenza di finto prete, finto becchino e finte plačky, le donne anziane il cui ruolo era quello di piangere ai funerali.

Nelle città i gruppi riuniti di artigiani – cechy – per carnevale organizzavano dei giochi e delle gare di bravura per i propri apprendisti, tovariši.

La canzone popolare più conosciuta, legata al periodo di carnevale, è “Fašiangy, Turíce“.

Fašiangy, Turíce, Veľká noc ide,

Kto nemá kožuška, zima mu bude.

Ja nemám, ja nemám, len sa tak trasiem,

Dajte mi slaninky, nech da vypasiem.

 

Fašiangy, Turíce, arriva la Pasqua,

Chi non ha una pelliccia, avrà freddo.

Io non ce l’ho, io non ce l’ho, sto già tremando,

datemi della pancetta che mi rimpinzo.

Oggi il carnevale in Slovacchia viene vissuto come il periodo dei balli, plesybály, che per tradizione sono organizzati dalle associazioni come pescatori, cacciatori, pompieri (rybársky, poľovnícky, hasičský ples), dalle minoranze linguistiche (come il ballo tradizionale ungherese, tradičný maďarský bál), e anche numerose scuole medie o istituti superiori organizzano il proprio ballo, per ottenere così dei fondi. Pochissimi sono i maškarné bály, i balli dove viene richiesto di indossare la maschera. La serata trascorsa al ballo tipico consiste in consumazione di una cena, delle bevande analcoliche e alcoliche, e dal ballo con la musica dal vivo che suona fino all’alba. Tradizionalmente, a mezzanotte viene fatta la tombola, la lotteria.

carnevale (elab_da_manastasov@flickr)

In slovacco esiste anche la parola karneval: il suo significato però è legato piuttosto a un evento unico, non a un periodo. Significa la festa con travestimento, viene utilizzata anche per indicare il carnevale di Venezia o di Rio de Janeiro. Una volta karneval per bambini si faceva a fine anno scolastico o a fine campo estivo, oggi le scuole e gli asili organizzano per bambini karneval – la festa in maschera – il Martedì Grasso.

E di cosa profumano le case slovacche durante il carnevale? Ovviamente di vaniglia, rhum e olio bollente: evviva le frittelle! Quelle più tradizionali sono guarnite con abbondante marmellata di albicocche e con un velo di zucchero. Per festeggiare il carnevale insieme, trovate qui alcune ricette di dolci tipici slovacchi, ungheresi e italiani: šišky, fánky, frittelle veloci e i bomboloni.

(Michaela Šebőková  Vannini  ―  vedi il suo blog CucinareScrivendo.com)

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Foto slovakia.travel, M. Šebőková  Vannini, internet

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