Fico vede Cameron e parla di riforme UE, migrazioni, e welfare per i cittadini slovacchi

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Il primo ministro slovacco Robert Fico ha visitato giovedì scorso il Regno Unito dove ha incontrato il prime minister di Sua Maestà David Cameron. I due hanno parlato a margine della conferenza internazionale ‘Supporting Syria and the Region’ che si teneva a Londra lo stesso giorno e che ha visto nella capitale britannica diversi leader mondiali tra cui Ban Ki-moon e Angela Merkel. Al collega Fico ha in particolare chiesto sostegno per la veloce creazione di una forza comune europea per il controllo delle frontiere, preoccupato che la burocrazia e la programmazione impostata a Bruxelles possa far perdere tempo inutilmente portando a slittare il progetto oltre l’anno in corso. «Non possiamo spendere l’intero anno a guardare mentre altri tre milioni di migranti arrivano in Europa», ha detto Fico, secondo il quale il premier britannico ha espresso la volontà di fare pressioni per velocizzare l’iniziativa, riporta Tasr. Dopo il lancio dell’idea in un vertice dei leader UE in dicembre, il voto all’Europarlamento per approvare il progetto è fissato entro l’anno, ma l’Olanda vorrebbe anticipare l’accordo entro il suo semestre di presidenza UE che si chiude a giugno.

Fico e Cameron hanno anche parlato del progetto energetico Nord Stream 2, che raddoppierebbe le condotte di gas posate sul letto del Mar Baltico con un percorso diretto tra Russia e Germania, tagliando fuori l’Ucraina e l’Europa dell’Est – inclusa la Slovacchia. Cameron avrebbe definito il progetto “politico”, secondo quanto riportato da Fico che è, insieme ai colleghi del Gruppo di Visegrad, fortemente contrariato dall’iniziativa che priverebbe la Slovacchia di centinaia di milioni di entrate all’anno derivanti dal passaggio in Slovacchia del gas russo diretto in Europa occidentale.

Il premier slovacco ha anche chiesto a Cameron garanzie che i cambiamenti in via di applicazione al welfare britannico per gli immigrati da altri paesi UE non danneggino i cittadini slovacchi che risiedono in Gran Bretagna. Sono circa 60 mila gli slovacchi ufficialmente residenti nel paese, e le proposte di riforma del sistema sociale nazionale potrebbero limitare in modo significativo i loro diritti alle prestazioni sociali, una misura ritenuta, dalla Slovacchia e altri paesi dell’UE, discriminatoria. Fico ha insistito nel chiedere che gli slovacchi che già lavorano nel Regno Unito non siano toccati da tali misure, escludendo la legittimità di un cambiamento con effetto retroattivo.

Sul fronte Brexit, ovvero le richieste di riforma fatte dal Regno Unito per rimanere nell’UE, Robert Fico ritiene che  la proposta di compromesso presentata dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk sia una buona base per arrivare ad un accordo con Londra, e ha dichiarato la disponibilità della Slovacchia a discuterne, soprattutto quando si parla di rafforzare la competitività dell’UE, un tema caro anche a Fico.

(La Redazione)

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