L’Italia a Bratislava si conferma al top nel pattinaggio artistico su ghiaccio

pattinag-cappell-lanotte_(ecbratislava.com)

Una prestazione sopra ogni aspettativa quella degli atleti italiani ai Campionati europei di Pattinaggio di figura e danza su ghiaccio che si sono svolti nei giorni scorsi a Bratislava. Il bilancio della squadra italiana, come ci ha detto il team leader e tecnico federale Michael Webster, è estremamente positivo. «Risultati veramente ottimi, una squadra amalgamata, ragazzi bravissimi che hanno messo molto impegno nelle competizioni e che hanno avuto un appoggio notevole da parte dei vertici della Federazione Italiana. Presidente, vice presidente e segretario della FISG erano a Bratislava e hanno assistito a una buona parte delle gare».

L’Italia in questo Europeo ha ottenuto un argento nella danza su ghiaccio con la coppia Anna Cappellini / Luca Lanotte, non nuovi a podi internazionali, e diversi piazzamenti sia nella categoria singolo – Roberta Rodeghiero quinta nel femminile, Ivan Righini sesto nel maschile -, che nelle coppie – quinto e sesto posto con Valentina Marchei / Ondrej Hotarek e Nicole Della Monica / Matteo Guarise. Nella danza, oltre all’argento va segnalato il settimo posto della coppia Nicole Guignard / Marco Fabbri.

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Domenica 31 gennaio, dopo la fine delle gare, la squadra italiana ha incontrato l’Ambasciatore d’Italia in Slovacchia, Roberto Martini, che si è complimentato con gli atleti intrattenendosi con loro. Salutandoli, Martini li ha incitati a fare sempre meglio e tenere alta la bandiera tricolore.

Di seguito riportiamo una chiacchierata che abbiamo fatto con gli atleti per Buongiorno Slovacchia.

Anna Cappellini / Luca Lanotte – 2° posto nella categoria “Danza su ghiaccio”

La coppia Cappellini / Lanotte (vedi foto sotto al titolo) è ormai alla sua quarta medaglia agli europei, dopo un mondiale vinto nel 2014, e si era preparata espressamente per il podio. Soddisfatti? Questo per voi è un risultato che vi aspettavate? «Sì, abbiamo lavorato molto, e il momento era buono. Alla finale della Coppa del Mondo in questa stagione eravamo terzi. Abbiamo cercato da lì di fare un salto di qualità per la seconda parte della stagione (Europei e Mondiali), cercando di riportare in Italia il titolo in questa competizione, dopo averlo preso noi nel 2014 e perso l’anno successivo. L’obiettivo nostro era l’oro, ma  la gara era difficile e siamo abbastanza soddisfatti. Nella prima parte di gara eravamo al primo posto, ma siamo stati poi superati dalla coppia francese nostra avversaria, che ha vinto così l’Europeo per la seconda volta di fila. Riproveremo senz’altro l’anno prossimo, ma intanto faremo di tutto per attaccare il podio mondiale, per arrivare più un alto possibile».

Nulla come aver sfiorato di nuovo questo titolo per un momento poteva farci venire più voglia di tornare al lavoro per…

Posted by Anna Cappellini + Luca Lanotte on 2. február 2016

C’è interesse da parte del pubblico e dei media per questo sport? «Il pubblico ci segue, soprattutto dove c’è più tradizione, e in particolare vengono agli spettacoli. Le gare a un certo livello non sono tantissime e passano un po’ in sordina», dice Luca. Anna sottolinea che nel corso degli ultimi anni l’interesse per questo sport è cresciuto molto, anche grazie a diversi fattori come i Giochi olimpici invernali di Torino, e a grandi campioni come Carolina Kostner (bronzo a Sochi nel 2014), e il livello della qualità del pattinaggio italiano è migliorato. «Non abbiamo una tradizione forte in queste discipline, come invece sono altri paesi – la Russia, i Paesi Nordici, ora anche l’Asia sta venendo fuori», dice Anna. In ogni caso, gli atleti di questi sport “minori” non si lamentano, sono abituati a stare un po’ in sordina. Per loro fortuna possono contare su famiglie che li sostengono, ma un po’ di difficoltà viene segnalata a livello economico, dato che lo sport richiede attrezzature particolari, le piste e strutture sono poche e costose, e farlo a livello seriamente agonistico comporta allenamenti di sette ore al giorno che naturalmente non permettono di avere una attività lavorativa per un sostegno economico alternativo. L’unica cosa che possiamo fare, dice Anna, è «cercare di fare dei grandi risultati in modo da ottenere un po’ più di visibilità». Anna e Luca, che hanno raggiunto risultati importanti, sono parte del Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre (la Polizia Penitenziaria), cosa che permette loro di concentrarsi sulla loro disciplina senza doversi troppo preoccupare di come mantenersi.

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Valentina Marchei / Ondrej Hotarek – 5° posto nella categoria “Coppie”

«Siamo soddisfatti, abbiamo fatto due buoni programmi, con un errore nel primo (lo short), poi abbiamo rimontato dall’ottavo al quinto posto. La gara quest’anno era molto difficile perché la disciplina si sta evolvendo molto velocemente, ed è necessario stare al passo. Questo piazzamento è per noi un’ottima partenza per i prossimi anni. Per il futuro, a parte naturalmente le Olimpiadi (in Corea nel 2018), l’obiettivo è di fare sempre un passettino in avanti partecipando al meglio ai due europei e due mondiali che si sono prima di allora».

Nicole Della Monica / Matteo Guarise – 6° posto nella categoria “Coppie”

«Siamo abbastanza soddisfatti di questo campionato, abbiamo commesso alcuni errori e perso molti punti… avremmo potuto essere avanti di due posizioni ma era una gara difficile, ed è facile in questi casi perdere per pochi punti. Anche agli europei 2015 eravamo arrivati sesti, ma con 153 punti, contro i 179 di quest’anno per arrivare allo stesso risultato. Il livello generale della competizione è sempre più alto, e sempre più difficile è raggiungere le prime posizioni.  L’innalzamento della qualità delle gare è un trend naturale che avrà il culmine ai Giochi olimpici, quando il ciclo si concluderà con l’addio alle competizioni dei campioni arrivati a fine carriera, lasciando spazio ai più giovani. Noi abbiamo ancora alcuni anni da giocarci, faremo questa Olimpiade e forse anche la prossima. Quest’anno abbiamo vinto il campionato italiano […] Viviamo a Milano, dove ci alleniamo, speriamo che ora si faccia avanti qualche gruppo sportivo, ma intanto abbiamo qualche entrata dagli spettacoli che facciamo, e la federazione ci aiuta un po’».

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Bianca Manacorda / Niccolò Macii – 12° posto categoria “Coppie”

Voi siete i più giovani… «Sì, facendo una media delle nostre età (20 e 18) siamo la coppia più giovane del campionato. Siamo discretamente soddisfatti. Abbiamo pattinato una buona prima parte di gara, molto buona rispetto al nostro standard, mentre la seconda è andata un po’ meno bene… è il nostro primo europeo, e l’emozione ci ha giocato qualche scherzo. Questo comunque è per noi un periodo positivo: l’estate scorsa abbiamo preso strade diverse, e quando ci siamo ripresi a ottobre 2015 abbiamo fatti risultati molto migliori di prima. […] In Italia siamo passati senior  in questa stagione, e ci stiamo ambientando, mentre all’estero possiamo ancora gareggiare come junior, dove possiamo puntare a risultati migliori. In marzo parteciperemo ai Mondiali junior ISU che si terranno a Debrecen, in Ungheria.

In Italia, apprendiamo dalle diverse conversazioni, e ce lo conferma il tecnico Webster, le piste adatte a questo sport non sono tantissime, e «il pattinaggio di figura è tutto concentrato su Milano». I tecnici a livello federale sono “15+1”, come ha scritto la Gazzetta, dice Webster: 15 sono di Milano, e uno di Torino, due dei centri più forniti per questa disciplina. Ci sono stadi e piste del ghiaccio anche altrove, ma nelle località di montagna si punta di più su hockey o velocità.

Ed è così che quasi tutti gli atleti della squadra nazionale che gareggiava a Bratislava vertono su Milano. Anna Cappellini, di Como, seconda nella gara a coppie, conferma: «Su Milano ci sono tre piste, ed è sicuramente il polo italiano per quanto riguarda il pattinaggio. A Milano ci sono delle belle squadre, è il posto giusto per arrivare al vertice. Talenti nuovi nascono anche altrove (come a Torino) ma spesso si trasferiscono poi a Milano». Lo stesso per il giovanissimo Niccolò Macii, al suo primo Europeo: «È a Milano che ci sono i migliori tecnici federali e quindi anche i migliori atleti».

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C’è una disciplina nella quale l’Italia ha risultati migliori a livello internazionale? Webster: «La danza. Nella danza su ghiaccio c’è una tradizione e abbiamo da anni sempre ottimi risultati – podi, campioni del mondo».  Quanto conta la coreografia in questo sport? «È molto importante in tutte le categorie, anche nel singolo e nella coppia, non solo nella danza. Tanto che oggi, al contrario del passato, sono due le giurie che danno il punteggio a una gara: una giuria tecnica, che valuta l’aspetto tecnico dell’esibizione, e una giuria che valuta i componenti della prestazione. Insomma, il “cosa” viene eseguito, insieme al “come”. I due punteggi separati portano al risultato finale della gara. Si è deciso questo sistema dopo le combine che hanno fatto scoppiare uno scandalo ai Mondiali di Salt Lake City del 2002».

Il doping è un problema in questo sport? «Guardi, io faccio questo mestiere da quasi cinquant’anni e direi di ricordare forse un caso di doping. Il nostro è uno sport che non ha assolutamente bisogno di doping, perché è un misto di aerobica e anaerobica. Non essendo puramente atletico non c’è necessità di una spinta in più. Un velocista, che deve fare un percorso nel minor tempo possibile potrebbe averne dei benefici, come negli sport con grande sforzo fisico, ma il nostro è arte e sport insieme, e il doping non è un problema. Questo è uno sport completo, che sviluppa tutto il corpo».

A che età si comincia a fare pattinaggio di figura? «Si comincia intorno ai tre anni, ma ci sono casi in cui ragazzi che hanno cominciato tardi hanno raggiunto grandi risultati. Cominciare presto non è sempre un così grosso vantaggio. Ad esempio, una bambina coreana di undici anni ha eseguito quest’anno sette salti tripli nella sua gara… C’è il rischio che questa bimba, arrivata ai 15 anni, e prima di ancora di arrivare a gareggiare nella categoria senior, sia già esaurita».

Qui tutti i risultati dei Campionati di Bratislava nelle quattro discipline.

 

(Pierluigi Solieri)

 

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Foto PS/BS, ecbratislava.com

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