Nei Balcani la nuova frontiera dell’estremismo islamico

islam_(rezapci@flickr)

I Balcani sono sempre stati una naturale zona di passaggio, un ponte tra l’Oriente e l’Europa. Oggi quelle terre vengono attraversate quotidianamente da migliaia di persone che fuggono dalla guerra. Ma è vero anche il contrario: in tanti fanno la strada che porta in Siria e in Iraq, e la fanno con l’obiettivo di andare a combattere al fianco dell’ISIS. Bosnia, Macedonia, Kosovo e Albania sono paesi dove l’infiltrazione dell’estremismo islamico è in crescita.

Secondo gli studi dell’International Center for Strategic Studies è possibile contare circa 150 albanesi, 250 bosniaci e 300 kosovari che si sono recati in Medio Oriente per unirsi all’ISIS: ma sono numeri da prendere con le molle, perché stime più accurate sono difficili. In Kosovo (nazione di 1,8 milioni di abitanti), le cifre sono le stesse elaborate dal ministero degli Interni. La presenza di foreign fighters partiti dai Balcani è stata segnalata sin dal 2013. Un centinaio sarebbero già tornati a casa.

La propaganda viene fatta con gli strumenti di sempre. La scorsa primavera l’ISIS ha diffuso “Honor is in Jihad. A Message to the People of the Balkans”, un video che incitava i musulmani dei Balcani a portare la jihad nei propri paesi e ad abbracciare lo Stato Islamico. La guerra combattuta in Bosnia tra il 1992 e il 1995 veniva utilizzata come miccia per incendiare gli animi, una giustificazione storica a sollevarsi contro l’Occidente e gli infedeli.

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Foto rezapci cc-by 2.0

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