Insegnanti, infermieri e opposizione chiedono una seduta parlamentare straordinaria

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Mercoledì i due movimenti di protesta di infermieri e insegnanti, che chiedono migliori retribuzioni e condizioni di lavoro, hanno unito le loro chiedendo insieme al Parlamento di vagliare le loro richieste. Ad oggi 540 infermieri e ostetriche hanno concluso il loro contratto di lavoro, lasciando alcuni ospedali dal primo febbraio a corto di personale, mentre i dipendenti della scuola continuano lo sciopero avviato lunedì 25 febbraio.

Il ministro della Sanità dice di essere ancora in attesa di una proposta da parte degli infermieri per trovare un compromesso accettabile. Mentre i medici di anestesiologia e terapia intensiva dell’Ospedale di Zilina, il più colpito dalla protesta, gli hanno inviato una lettera sostenendo che i pazienti vengono messi a rischio dalla mancanza di personale.

Una nuova legge approvata in autunno ha alzato da gennaio il salario minimo mensile di base per gli infermieri: 694 euro lordi per la qualifica inferiore, e 823 euro per gli infermieri con la maggiore qualifica e anzianità. Si tratta tuttavia di paghe sotto alla media salariale in Slovacchia, e tra i più bassi in Europa, come confermano i dati Ocse. Secondo le organizzazioni sindacali alcune categorie di infermieri, di fatto, hanno visto i loro salari addirittura scendere. Le richieste al ministero sono per un aumento mensile di 25 per ogni tre anni di anzianità.

Intanto i partiti di opposizione starebbero cercando di raccogliere le firme necessarie di almeno 30 deputati per la convocazione di una sessione straordinaria del Parlamento che tratti dei problemi della sanità e del settore dell’istruzione. La mozione potrebbe essere presentata alla presidenza del Parlamento lunedì 8 febbraio, a meno di un mese dalle elezioni che si terranno il 5 marzo.

I due settori sono in una situazione grave, ha detto il leader di KDH e vice presidente parlamentare Jan Figel in una conferenza stampa: «centinaia di infermieri si sono dimessi, e migliaia di insegnanti protestano per le strade invece di insegnare, con un impatto negativo sia sui pazienti che sugli studenti e le loro famiglie».

(La Slovacchia)

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