Diecimila minori scomparsi in Europa nel 2015. Che fine hanno fatto?

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L’Europol ha lanciato l’allarme: diecimila minori non accompagnati entrati in Europa nel 2015 sono scomparsi dopo il loro arrivo. Probabilmente sono finiti nelle mani di “una rete criminale internazionale” che negli ultimi 18 mesi ha approfittato dell’arrivo alle frontiere europee di migliaia di persone senza regolari documenti per strutturare un’attività illegale molto redditizia, ha dichiarato all’Observer Brian Donald, il capo dell’intelligence europea.

La criminalità ha sfruttato la necessità di migliaia di profughi e richiedenti asilo di viaggiare all’interno dell’Unione senza passaporto o senza visto e ha trasformato la debolezza dei migranti e l’incapacità delle autorità europee di gestire il fenomeno in un giro d’affari con un fatturato da migliaia di euro. Solo in Italia sono cinquemila i ragazzi irrintracciabili: minorenni che una volta sbarcati sulle coste italiane sono stati affidati al sistema di prima accoglienza, ma poi si sono sottratti volontariamente al controllo delle autorità e hanno fatto perdere le loro tracce.

Già nel 2014 in un’inchiesta del Guardian Elvira Iovino del Centro Astalli di Catania aveva denunciato: “La maggior parte dei minori eritrei che arrivano in Italia rifiutano di essere identificati dalle autorità, perché se fossero registrati in Italia il trattato di Dublino non gli permetterebbe di chiedere l’asilo in altri paesi dell’Unione”. Per questo la maggior parte di loro scappa dai centri di accoglienza e vive per strada, dormendo nelle stazioni ferroviarie o nei parchi.

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Foto Caritas Croatia @flickr

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