Sei bufale entrate nella storia

ufo-alieni-Roswell_(CGP Grey@wiki)
Manichino di alieno, UFO Museum, Roswell

Attualmente, le notizie si spargono molto velocemente grazie a Internet, ai media e ai giornali: diventa quasi impossibile fermarle e può passare molto tempo prima che si riesca a dimostrarne la veridicità o la falsità. Basti pensare a quante volte sui social girano notizie non attendibili, come la morte di qualche personaggio famoso: l’annuncio viene condiviso da molti nel giro di pochi minuti e possono passare ore, se non anche giorni, prima che il tutto venga smentito. In passato le cose andavano allo stesso modo nonostante la poca tecnologia: se qualcuno leggeva una notizia interessante o curiosa, correva a dirlo agli amici, i quali a loro volta lo dicevano ad altri conoscenti, facendo partire così una catena incessante che permetteva a un’informazione di espandersi a macchia d’olio. Ci sono notizie, alla maniera di quelle qui riportate, che sono ricordate come le più grandi bufale della storia poiché considerate reali per lunghi periodi.

Intorno al 1919 furono pubblicate 5 foto scattate da due bambine di 16 e 10 anni, Elsie Wright e Frances Griffiths. In questi scatti si vedono le ragazze giocare con delle fate nel giardino di casa. Questo fu un caso talmente eclatante che anche Sir Arthur Conan Doyle, autore di Sherlock Holmes, scrisse un articolo in cui spiegava perché quelle immagini dovevano essere ritenute autentiche. Siffatto scherzo fu smascherato solo nei primi anni ’80, quando le bambine, ormai divenute donne di una certa età, ammisero che le prime quattro erano false e che non si capacitavano di come le persone avessero potuto crederci, sostenendo fino alla fine, però, che la 5° non era stata manomessa in alcun modo. La realizzazione di questi scatti fu semplice: Elsi utilizzò la macchina fotografica a lastre del padre Arthur Wright, uno dei primi ingegneri elettrici qualificati, per fotografare delle sagome di cartone che aveva lei stessa creato a rappresentazione delle fate, inserendole, poi, durante lo scatto alla cugina. Il padre si accorse subito che le foto erano false, ma la madre le considerò reali e decise di mostrarle a un incontro della Theosophical Society, che le portò alla conoscenza dei giornalisti.

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Foto CGP Grey cc-by

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