Giornata della Memoria (di una metamorfosi che l’uomo non ha impedito)

Il 27 gennaio 1945 l’esercito sovietico entrò nel campo di concentramento di Auschwitz e vide. Vide ciò che occorre sforzarsi di non dimenticare, perché non sia mai che possa tornarsi a vedere. Quel giorno ad Auschwitz c’era anche Primo Levi, prigioniero, ebreo, sopravvissuto. Con le parole del suo capolavoro, “Se questo è un uomo”, oggi possiamo mantenerci all’erta, presenti a noi stessi per non ricadere, meschini, nell’errore e nell’orrore. Questa è memoria.

auschwitz_1945_(wikimedia)

«E venne la notte, e fu una notte tale, che si conobbe che occhi umani non avrebbero dovuto assistervi e sopravvivere. Tutti sentirono questo: nessuno dei guardiani, né italiani né tedeschi, ebbe animo di venire a vedere che cosa fanno gli uomini quando sanno di dover morire».

È la notte prima della partenza per i lager, la notte del 1944 che Primo Levi trascorse al campo di smistamento di Fossoli (Modena) insieme a centinaia e centinaia di altri ebrei.

«Ognuno si congedò dalla vita nel modo che più gli si addiceva. Alcuni pregarono, altri bevvero oltre misura, altri si inebriarono di nefanda ultima passione. Ma le madri vegliarono a preparare con dolce cura il cibo per il viaggio, e lavarono i bambini, e fecero i bagagli, e all’alba i fili spinati erano pieni di biancheria infantile stesa al vento ad asciugare; e non dimenticarono le fasce, e i giocattoli, e i cuscini, e le cento piccole cose che esse ben sanno, e di cui i bambini hanno in ogni caso bisogno. Non fareste anche voi altrettanto? Se dovessero uccidervi domani col vostro bambino, voi non gli dareste oggi da mangiare?».

Sapevano, intuivano ciò che li attendeva. Una brutalità senza limiti, una di quelle brutalità che noi oggi riteniamo un peccato lontano e remoto, che riteniamo cruda ovvietà, tale da poterla riconoscere qualora si ripresentasse sotto i nostri occhi. Ne siamo sicuri…ma è davvero fondata questa sicurezza? Quante crudeltà, sopraffazioni, genìe trucidate, intolleranze, rifiuti, segregazioni si sono avute da allora? In 70 anni possiamo dire, noi, mondo giustamente indignato davanti alla Shoah, di avere avuto sempre la coscienza pulita? Se quella carneficina di innocenti deve, come deve, insegnarci qualcosa, allora potrebbe darsi che non abbiamo colto del tutto la profondità di quell’insegnamento. Cosa accade oggi nel mondo?

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Foto: Auschwitz, 1945 (wikimedia)

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