In mostra a Milano “I promessi sposi in Europa e nel mondo”

promessisposi

MILANO\ aise\ – È stata inaugurata il 22 gennaio presso Casa Manzoni a Milano la mostra “I Promessi Sposi in Europa e nel mondo. Il tesoro di Casa Manzoni“, che illustra la fortuna europea e internazionale del romanzo attraverso le principali traduzioni custodite presso la Biblioteca di Casa Manzoni.

All’interno della mostra è possibile muoversi secondo cinque percorsi dedicati, rispettivamente, alle traduzioni realizzate in Francia, in Germania, in Inghilterra, in Spagna e negli Stati Uniti d’America. Ogni percorso ruota attorno a persone, luoghi e situazioni particolari che saranno illustrati da una serie di immagini.

Di un libro eccellente non sono mai troppe le edizioni” dichiarava nel 1827 il tipografo luganese Veladini, il primo a pubblicare “I Promessi sposi” fuori d’Italia.

La prima edizione del romanzo, oggetto di circa ottanta ristampe tra italiane e straniere, godette di un’ampia e duratura fortuna europea. Poco dopo l’uscita in Italia, editori e tipografi stranieri si accingevano a pubblicare “I Promessi sposi”, che vennero conosciuti da molti illustri lettori come Mary Shelley, Walter Scott, Charles Dickens, George Eliot, in lingua originale, dato che la conoscenza della lingua italiana era di moda a quel tempo.

Molte le ristampe e molte le traduzioni.

Fra il 1827 e il 1836 furono tradotti in nove delle più importanti lingue europee; non mancarono, tuttavia, edizioni italiane all’estero, soprattutto nella Svizzera ticinese, in Francia, Belgio, Germania, Austria, Inghilterra e a Malta. Fra il 1828 e il 1838 uscirono dodici traduzioni francesi, tre tedesche, due inglesi (di cui una pubblicata a Pisa), due americane, due spagnole, cui bisogna aggiungere le versioni in russo, polacco, olandese, danese e svedese.

Manzoni_(Hayez)

Le traduzioni: molte e infedeli

Un successo europeo, dunque, testimoniato dalle numerose traduzioni, ristampe e rielaborazioni realizzate nel corso del secolo. “I Promessi sposi” letti in Francia, Inghilterra, Germania e Spagna presentavano però spesso imprecisioni, rimaneggiamenti e tagli, riconducibili ora a scelte di tipo estetico, ora di tipo ideologico.

È il caso della traduzione tedesca “sponsorizzata” da Goethe che, sulla base delle riserve espresse nei Colloqui con Eckermann, aveva indirettamente spinto uno dei primi traduttori, Daniel Lessman, a eliminare le digressioni storiche e l’Introduzione, mancante anche nella versione danese di Frederik Schaldemose e in quasi tutte le traduzioni spagnole.

Altro problema è quello delle traduzioni da traduzioni, come nel caso della prima versione russa, uscita a Mosca nel 1833, ricavata dal francese. Si registrano inoltre casi di “scorporamento” di singole sezioni del romanzo pubblicate successivamente come entità autonome. È quello che succede in Olanda, dove lo scrittore Johannes Potgieter traduce e pubblica sulla rivista “De Muzen” solo il primo capitolo, per l’occasione intitolato Don Abbondio, privo però dei riferimenti storici. Ma in Europa circolavano anche testi che oscillavano fra (libera) traduzione e rifacimento di cui “Lucie Mondella ou la peste de Milan” del 1867 – che riporta il sottotitolo “nouvelle italienne tirée des Fiancés” – costituisce un significativo esempio. La libertà di traduzione riguarda anche i titoli. La maggior parte è tradotta alla lettera, ma una percentuale di edizioni predilige un titolo diverso, che affianchi i protagonisti ad altri soggetti della storia, come nell’edizione francese del 1867 sopracitata.

Attraverso la piattaforma MOVIO creata dall’ICCU, la mostra costituisce lo sviluppo digitale di uno studio di Mariarosa Bricchi sulla fortuna editoriale dei Promessi Sposi ed è stata curata dagli studenti dell’Università La Sapienza di Roma in collaborazione con il Centro Nazionale di Studi Manzoniani e la Biblioteca Nazionale Braidense.

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Una ampia selezione di testi e materiali di un’opera chiave non solo per la letteratura del Belpaese ancora frammentato (lo si può considerare il primo romanzo ‘moderno’ della letteratura italica ma anche per la stessa lingua italiana, per la quale questo libro stabilì numerosi standard utilizzati fino ad oggi, è fruibile online su MOVIO.

Opera più rappresentativa del Risorgimento e romanticismo italiano, “I Promessi Sposi” è al tempo stesso romanzo storico e di formazione, e soprattutto filosofico, con le forti influenze cristiane e la presenza continua della Provvidenza nelle vicende umane, contrapposta al malvagio, sempre pronto a sopraffare i protagonisti e la storia umana.

(aise)

Foto: Ritratto di Manzoni (Francesco Hayez)

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