Prosegue lo sciopero della scuola. Ministro Draxler: il governo non può promettere niente

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Secondo i dati diffusi dal ministero dell’Istruzione pubblica, lo sciopero degli insegnanti iniziato ieri ha portato alla chiusura di 179 scuole nella giornata di lunedì (il 2,66% di tutte le scuole nel Paese), e di 151 oggi, martedì. Numeri diversi da quelli rivendicati dall’ISU (301 scuole ieri), l’Iniziativa Insegnanti Slovacchi, che ha organizzato la protesta raccogliendo online l’interesse di oltre 11 mila insegnanti. L’ISU ritiene che la discrepanza sia dovuta alla mancata tempestiva comunicazione della chiusura da parte delle strutture scolastiche al ministero.

La maggiore adesione allo sciopero sembra essere stata registrata nella capitale Bratislava, dove 43 sono le scuole rimaste chiuse ieri. Al contrario, nella regione di Presov la cosa sembra non aver particolarmente scaldato gli animi degli insegnanti, e soltanto 4 delle scuole regionali (lo 0,32%) sono rimaste con le porte sbarrate.

Il ministro Draxler ha dichiarato che riconosce il diritto degli insegnanti di andare in sciopero, e ringraziato coloro che invece sono rimasti in classe a svolgere il loro lavoro. In ogni caso, il ministro ha detto che «il gabinetto attuale non può impegnare il nuovo governo che emergerà dalle elezioni di marzo a promettere l’introduzione di misure concrete» per risolvere le questioni sollevate dai manifestanti.

Nella mattina di ieri circa 2.000 insegnanti si sono riuniti sulla Piazza SNP a Bratislava per esprimere le loro richieste, spingendosi poi in corteo fino alle porte del Parlamento. Rappresentanti della categoria sono arrivati a Bratislava anche da Kosice, Zilina, Banska Bystrica, Nitra e Trnava.

(Red)

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