Terrorismo in Europa, come cambia la minaccia Isis

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Attacchi su vasta scala, specialmente in Europa, e una nuova strategia più ampia e globale, fanno dell’Isis una minaccia sempre più aggressiva: così si è espresso il direttore dell’agenzia Europol Rob Wainwright ad Amsterdam, in occasione del lancio del nuovo Centro europeo antiterrorismo (Ectc), un vero proprio hub paneuropeo per la lotta al terrore, creato al fine di unificare gli sforzi e rilanciare la risposta strategica alle minacce che vengono dalla reti del radicalismo e dai foreign fighters.

Tra le priorità dell’Ectc, una maggiore e sempre più incisiva condivisione delle informazioni e una identificazione più stringente tra terrorismo e ambito criminale perché, come osservato da Wainwright, gli attacchi sono spesso portati a compimento da persone che sono già attive nella criminalità ordinaria e sono già note alle autorità; infine il problema della tracciabilità dei finanziamenti alle cellule del terrore, altro nervo scoperto per paesi e autorità giudiziarie.

Una prospettiva obbligata, quella di una maggior sinergia degli sforzi tra paesi e professionisti dell’anticrimine, a fronte anche di quelli che l’Europol, in un report pubblicato oggi [ieri-ndr], definisce “cambiamenti del modus operandi” in relazione agli attacchi terroristici dell’Isis: il rapporto rivela come altri attacchi siano possibili in Europa, e in particolare in Francia, contro la popolazione civile.

Alla base della mutata capacità di aggressione dell’organizzazione terrorista, lo sviluppo di un vero e proprio comando per l’azione esterna, allenato per gli attacchi nel contesto internazionale. Cambiamenti però sembrano anche in corso nella percezione degli stessi combattenti, soprattutto i foreign fighters, meno interessati alla componente religiosa del reclutamento ma più a dinamiche di carattere sociale; meno martiri insomma e più eroi, sono i nuovi professionisti del terrore, spesso non privi anche di problemi mentali diagnosticati ben prima di unirsi all’organizzazione.

Ad aggravare il quadro però è anche la constatazione, nel report, che non è solo l’Isis la minaccia che pende sull’Occidente, ma la stessa Al-Qaeda è un fattore da considerare oltre a un ampia gamma di gruppi radicali.

(Wired.it)

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Foto: Parigi, il giorno dopo gli attentati di novembre 2015, Maya-Anaïs Yataghène cc-by 2.0

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