Il climate change provoca rifugiati? L’adattamento è la chiave per limitare gli esodi

Le centinaia di migliaia di rifugiati che sono arrivati in Europa negli ultimi mesi scappavano dalla guerra e dalle persecuzioni in Siria, in Afghanistan o in Eritrea. Ma un’onda ancora più importante provocata dal cambiamento climatico potrebbe rappresentare presto una sfida maggiore se non sarà fatto nulla per ridurne l’impatto.

rifug-immig_etiopia_(unicef NC-ND)

Il principe Carlo, Barack Obama, Mary Robinson e Naomi Klein hanno associato il cambiamento climatico a fenomeni quali la migrazione e lo sfollamento. Nel suo messaggio sullo stato dell’Unione dell’anno scorso, il presidente Barack Obama ha dichiarato che “Nessuna sfida – nessuna- rappresenta una minaccia maggiore per le generazioni future del cambiamento climatico. Se non agiamo con decisione, continueremo ad assistere a pericolosi periodi di siccità e inondazioni, e a enormi sconvolgimenti che possono provocare migrazioni, conflitti e miseria in tutto il mondo”.

Inoltre, molti esperti hanno notato che il riscaldamento globale ha contribuito a scatenare la sanguinosa guerra civile in Siria, obbligando milioni di persone a lasciare la loro patria e quindi alimentando la cosiddetta crisi europea dei profughi. Nel frattempo, prima del vertice parigino sul clima, Naomi Klein aveva chiesto un accordo che riconoscesse “i pieni diritti dei migranti climatici di trasferirsi in luoghi più sicuri”. Viste le conseguenze del summit e le sfide europee causate dall’attuale flusso di rifugiati, vale la pena approfondire il collegamento tra il cambiamento climatico e le migrazioni.

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Foto Unicef Ethiopia cc-by-nc-nd

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