Nulla di fatto con il ministro. Insegnanti pronti allo sciopero lunedì

sciopero-scuola_(isu.sk)

Lo sciopero degli insegnanti sembra più concreto dopo l’incontro dei rappresentanti dell’Iniziativa Insegnanti Slovacchi (ISU) con il ministro dell’Istruzione, Juraj Draxler, che si è svolto ieri. Gli insegnanti del comitato di protesta mantengono il loro ultimatum a governo e parlamento per l’adozione di misure concrete per risolvere la situazione di sotto finanziamento del settore scuola. Se non ci saranno novità su questo fronte, l’ISU è pronta a lanciare un attacco coordinato e incondizionato con uno sciopero della categoria a partire dal prossimo lunedì 25 gennaio. Fino a questo momento, l’iniziativa di sciopero ha raccolto il sostegno di oltre 11 mila insegnanti e dipendenti di quasi 700 scuole.

Dopo l’incontro, durato un’ora, il ministro Draxler ha detto di non essere in grado di trattare se viene mantenuto il regime di ultimatum. Il ministero può comunque elaborare soluzioni tecniche per tutte le questioni sul tavolo. Draxler ha detto ai giornalisti che per cominciare un dialogo sulle questioni aperte è necessario che «tutte le organizzazioni della scuola concordino la formulazione da inserire nel programma di governo, per essere in grado di monitorare la realizzazione del piano di finanze garantite assegnate al sistema scolastico e all’aumento degli stipendi negli anni a venire».

Draxler ha promesso che se viene confermato a capo dell’Istruzione dopo le elezioni del 5 marzo farà entro 100 giorni proposte alternative per il finanziamento delle scuole e lo sviluppo della carriera dei docenti, con modifiche alla formazione continua degli insegnanti.

Il ministro ha lamentato di non essere tecnicamente in grado di offrire di più a poche settimane dal voto e con il bilancio dello Stato per il 2016 già approvato e definitivo. «Non è tecnicamente possibile avviare una sessione parlamentare straordinaria e modificare la parte di budget stanziato per il Ministero dell’Istruzione per una cifra di oltre mezzo miliardo di euro», ha detto.

Il capo dell’ISU Branislav Kocan ha detto, uscendo dal ministero, che lo sciopero non è l’obiettivo della loro campagna, ma solo un mezzo per arrivare a vedere soddisfatte le loro richieste dopo cinque anni di disattenzione di governo e parlamento.

Se anche tutti gli insegnanti che si sono registrati sul sito isu.sk andranno veramente in sciopero, si tratterà comunque di una quantità nel complesso limitata. In Slovacchia ci sono, scrive Tasr, quasi 89.000 insegnanti e più di 5.900 scuole.

(Fonte Rtvs, Tasr)

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