Musulmani pronti a lasciare la Slovacchia per il cambio di atmosfera nel Paese

musulman_(pixab)

Il presidente della Fondazione islamica della Slovacchia ha incontrato lo scorso venerdì il Presidente della Repubblica Andrej Kiska, al quale ha espresso le sue preoccupazioni relativamente alla situazione di nervosismo che si è creata nella sua comunità musulmana nel Paese dopo le recenti dichiarazioni del primo ministro Fico.

«Tutti sono nervosi, ma credo che le ultime affermazioni non fossero davvero destinate a noi e che la situazione si calmerà dopo le elezioni politiche», ha detto il capo della fondazione, Mohamad Safwan Hasna. A parte Kiska, ha sottolineato Hasna, nessun altro rappresentante dello Stato ha voluto incontrare la comunità islamica slovacca.

A causa della situazione, ha detto Hasna, alcuni membri della comunità, per lo più medici, ingegneri e persone istruite, avrebbero deciso di lasciare il Paese per trasferirsi in paesi dell’Europa occidentale. Il rappresentante islamico ha ricordato che la retorica usata dai politici non è molto opportuna, e dovrebbero invece «prestare maggiore attenzione alle proprie parole, che possono avere effetti potenti».

Fico, in una conferenza stampa il 7 gennaio, aveva detto che la Slovacchia deve proteggersi dalle minacce, e l’unico modo è quello di impedire la creazione di una comunità musulmana compatta. In precedenza, lo scorso anno, aveva detto che tutti i musulmani nel Paese saranno monitorati dai servizi di intelligence. Se al momento non si registrano attacchi fisici contro i musulmani, Hasna ha detto che però diverse persone hanno inviato delle email piene d’odio. La comunità islamica in Slovacchia, però, è ben integrata, ha ricordato. Cosa confermata anche dal ministro degli Esteri Lajcak alcuni giorni fa quando ha spiegato che più dei musulmani in sé i rischi per la sicurezza derivano dall’immigrazione incontrollata degli ultimi mesi.

Tutti i cittadini di fede musulmana in Slovacchia, ha sottolineato Hasna, condannano gli attacchi di jihadisti dello Stato Islamico in tutta Europa. E quanto alle aggressioni a sfondo sessuale registrate in Germania a fine anno, che hanno provocato le ultime dichiarazioni di Fico, Hasna spiega che non ci sono ragioni per collegarle ai musulmani, dato che l’Islam rifiuta categoricamente lo stupro di ogni donna.

In un incontro lo stesso giorno con i rappresentanti di tutte le chiese e religioni in Slovacchia, il Presidente Kiska ha detto che oggi «la parola musulmano viene usata [in politica] come sinonimo di paura e pericolo»,. Una tale generalizzazione, basata su crimini individuali, non può essere adattata a una intera comunità, e non dovrebbe avere posto in una società moderna. Non può essere giustificata e «risveglia i demoni del nostro passato».

Stiamo vivendo in un periodo complicato, ha detto tuttavia Kiska, e la pace e la convivenza pacifica non devono essere date per scontate. Ma diffondendo l’amore e la comprensione tra le persone, le religioni possono contribuire in modo significativo ad affrontare questo equivoco, ha sottolineato.

(Red)

Foto pixabay CC0

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