Arresti domiciliari, a un condannato di Martin la prima cavigliera elettronica

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La prima cavigliera elettronica per un condannato ai domiciliari in Slovacchia è stata chiusa intorno alla caviglia di un uomo cui il tribunale di Martin ha comminato una pena di un anno, per percosse e condotta turbolenta. Questo è stato possibile dal nuovo regolamento del codice penale in vigore dal 2016, che intende alleviare la pena di alcuni condannati, che potranno passare il periodo di pena a casa ed eventualmente lavorare. Il braccialetto elettronico permetterà il monitoraggio a distanza del condannato, che potrà recarsi al lavoro, ma non potrà bere alcolici, che pure saranno sottoposti al controllo del sistema.

Gli arresti domiciliari sono stati decisi per minimizzare l’impatto negativo di una potenziale pena in carcere per la famiglia del condannato, ha detto il giudice, specificando che l’uomo ha trovato un lavoro nel mese di dicembre e si è pentito delle sue azioni.

Il sistema di monitoraggio elettronico, entrato in vigore il primo gennaio e reso possibile da finanziamenti UE per una somma di 22 milioni di euro, potrà consentire il monitoraggio di un massimo di 2.000 persone. Secondo le stime, un detenuto costa 14 mila euro all’anno allo Stato, ma munirlo di cavigliera potrebbe costare un terzo.

(Red)

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Foto Victor CC-BY 2.0

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