2016: i nazionalismi riusciranno ad affondare l’Unione?

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“È la prima volta che percepisco un serio pericolo di disgregazione dell’Ue”, ha solennemente ammonito, alla fine di dicembre, il tedesco Günther Oettinger, commissario europeo per l’economia digitale. Jean-Claude Juncker, il presidente della commissione, dice di non “farsi illusioni” sull’anno appena iniziato e, scherzando, si ritiene ancora “troppo giovane” per poter affermare se il 2015 sia stato l’anno più difficile di tutta la storia dell’Unione…

Dal 2008, l’Europa cade dalla padella alla brace. Tutto ebbe inizio con il crac finanziario americano del 2007, da cui è scaturita, nel 2008, la più grave crisi economica dal 1929, che in Europa non accenna ancora a finire. Una crisi che stava per portarsi via la zona euro da cui la Grecia non è ancora uscita. Le avventure della politica estera americana, ma anche di quella britannica e francese, hanno destabilizzato il Mashrek e il Maghreb, spingendo un milione di profughi a cercare asilo nell’Unione europea e innescando una nuova ondata di terrorismo in Europa. E i tentennamenti della diplomazia europea hanno risvegliato l’orso russo e provocato uno smantellamento parziale dell’Ucraina, nonché un’inedita tensione tra Est e Ovest europeo senza precedenti dalla fine del crollo del comunismo, nel 1990.

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Immagine: B.Slovacchia

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