La manovra anti-terrorismo è legge. Il presidente la rigetta, il Parlamento l’approva di nuovo

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L’ultimo conflitto istituzionale dell’anno ha visto il presidente slovacco Andrej Kiska porre il veto sul provvedimento anti-terrorismo spinto dal governo e approvato l’8 dicembre. L’emendamento, che va a modificare le norme del codice penale, è stato rispedito dal presidente al Parlamento motivando la mossa con una violazione del principio di proporzionalità.

Secondo il capo dello Stato, che pensa che siano stati troppo brevi i tempi di approvazione per informare correttamente i cittadini sulle modifiche introdotte, il livello di minaccia terroristica in Slovacchia, in base ai dati disponibili, è al livello più basso possibile. E dunque il provvedimento sembra una misura oltremodo esagerata rispetto ai rischi reali. Il presidente proponeva di mantenere nella legge solo gli elementi che sono direttamente correlati alla modifica approvata alla Costituzione sui termini di carcerazione preventiva, una votazione che ha visto il partito di opposizione Most-Hid affiancarsi ai deputati socialdemocratici di Smer-SD. A sostegno del presidente, un centinaio di personalità pubbliche lo avevano invitato a battersi contro una norma che vuole limitare fortemente le libertà personali senza un vero e proprio dibattito pubblico e con un procedimento parlamentare accelerato. Contrari anche diversi membri dell’opposizione, che temono l’introduzione di uno stato di polizia.

Ma in una seduta straordinaria convocata ieri l’aula parlamentare ha approvato di nuovo l’emendamento, sopravanzando in questo modo il veto presidenziale.

Il pacchetto di norme anti-terrorismo, varato dopo gli ultimi attacchi di novembre a Parigi, prevedono un rafforzamento di tutte le forze dell’ordine e di sicurezza del Paese, e polizia, procuratori, tribunali e servizi di intelligence si vedono aumentare da gennaio i propri poteri per far fronte alle minacce di terrorismo. Vengono estese le pene per i condannati e le misure restrittive per i sospettati di minacce terroristiche, viene allungato il termine di custodia cautelare anche senza specificare le ragioni dei giudici nel decidere tale misura, e in casi specifici e giustificati i sospetti di connessioni con il terrorismo possono essere posti in custodia per un periodo fino a cinque anni.

La polizia avrà maggiori poteri nel controllo del territorio e della rete internet, e gli operatori web saranno obbligati a chiudere i siti internet che incoraggiano o promuovono terrorismo ed estremismo sia di natura politica che religiosa. La polizia potrà trattenere per 48 ore le persone sospette di avere a che fare con atti o organizzazioni terroristiche.

(La Redazione)

Foto nrsr.sk

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