Governo: la politica estera del 2016 sarà dominata dalla Presidenza slovacca della UE

Parlamento e Castello, simboli di Stato, Repubblica Slovacca (nrsr.sk)

Nella seduta di mercoledì i componenti del governo hanno discusso del raggio d’azione della politica estera (ed europea) della Slovacchia per il 2016, che saranno prevalentemente focalizzate sulla Presidenza slovacca del Consiglio dell’Unione europea atteso per il secondo semestre 2016, quando la Slovacchia avrà la possibilità per la prima volta nella sua storia di indirizzare direttamente la direzione delle politiche della UE e coinvolgere gli Stati membri in particolari proposte legislative.

Tra i temi che il governo ritiene strategici per la Slovacchia nel corso del Semestre di Presidenza, c’è una prosecuzione della politica di allargamento dell’UE e un ulteriore sviluppo della cooperazione con i Balcani occidentali e la Turchia. L’esecutivo socialdemocratico di Robert Fico ha anche messo tra i principali dei suoi obiettivi la stabilità della zona euro una accelerazione delle riforme negli Stati membri aiutati recentemente dai meccanismi di salvataggio dell’Unione. Quanto alle migrazioni, il ministero degli Affari esteri ed Europei, che avrà un ruolo preponderante nel corso della presidenza, afferma di intendere favorire l’approvazione di misure che portino a soluzioni sostenibili e generalmente accettabili alla crisi migratoria, in particolare focalizzando sul contrasto alle cause delle migrazioni nei paesi di origine, e non solo le conseguenze in Europa.

La Slovacchia sarà anche impegnata a spingere per la creazione del’Unione energetica europea, favorita dal fatto che l’agenda in questione è diretta dal Commissario slovacco dell’UE Maros Sefcovic. L’obiettivo è arrivare a rendere l’energia sicura, economicamente ed ecologicamente sostenibile, e disponibile per tutti gli Stati membri dell’UE. Il corridoio del gas slovacco-ucraino rimarrà prioritario come mezzo sicuro e conveniente per trasportare il gas russo verso l’Europa, afferma il gabinetto slovacco, che si oppone fortemente con i paesi dell’area al piano di raddoppiare il North Stream che scorre sul letto del Mar Baltico e taglia fuori proprio l’Ucraina, la Slovacchia e la Repubblica Ceca, che rischiano di perdere centinaia di milioni di euro di entrate se il gas dovesse passare altrove.

Nel febbraio 2016, infine, celebrerà i 25 anni dalla sua creazione il Gruppo di Visegrad (che è composto dai quattro paesi dell’Europa Centrale – Slovacchia, Repubblica Ceca, Polonia e Ungheria), una associazione politica regionale che rimane tra le maggiori priorità della Slovacchia. Bratislava ha intenzione di lavorare per rafforzare il brand V4 e facilitare le cooperazioni con i paesi al di fuori del gruppo, come Germania, Francia, Gran Bretagna, i paesi nordici e i Baltici, i paesi del Partenariato orientale e i Balcani occidentali. Ma anche stati più lontani come Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud.

(Fonte Tasr)

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Foto nrsr.sk

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