L’IIC si conferma stella polare della cultura italiana in Slovacchia

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Si è svolto alcuni giorni fa a Bratislava sotto gli auspici dell’Ambasciatore Roberto Martini e della direttrice dell’IIC Antonia Grande un concerto del Quartetto Bernini che ha chiuso idealmente l’anno della cultura italiana in Slovacchia. Il “Viaggio in Italia” proposto in quella occasione presso la Filarmonica di Bratislava ha portato idealmente gli ascoltatori su e giù per lo Stivale tra sonorità barocche, romantiche e contemporanee che hanno spaziato da Napoli a Venezia, dalla Sicilia alla pianura padana. La musicista ospite Katarina Turnerova ha poi eseguito tra i due tempi alcuni brani per arpa sola.

Prima del concerto l’Ambasciatore Martini ha salutato i presenti, tra i quali numerosi amici slovacchi e italiani e diversi diplomatici stranieri. Antonia Grande, direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura, ha poi fatto un ricco sunto dell’attività svolta nel corso dell’anno 2015, ricordando che l’istituto è fin dalla sua fondazione un punto di riferimento per gli amanti della cultura italiana e per chi si avvicina alla lingua e all’enorme patrimonio dell’Italia: «ci sforziamo di offrire un programma ricco e diversificato che consenta di valorizzare il nostro glorioso passato, di fare conoscere le nuove energie presenti sulla scena contemporanea italiana e di anticipare anche le nuove tendenze».

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Ringraziando tutti i partner e i soggetti e operatori della cultura che hanno aiutato l’Istituto a svolgere il proprio compito, Grande ha menzionato tra i tanti alcuni momenti salienti della programmazione 2015. Un posto speciale l’ha occupato, ha detto, la mostra “Etruschi di Perugia” al Castello di Bratislava, accompagnata da un seminario sul restauro; grazie ad essa anche l’IIC è stato insignito del Premio dello Slovenské národné múzeum a Pamiatkový úrad Slovenskej republiky. La direttrice ha poi ricordato «la mostra di architettura alla Design Factory di Bratislava in collaborazione con il MAXXI di Roma, la mostra di design dedicata a Vico Magistretti nell’ambito del Bratislava Design Week, il Dolce Vitaj 2015 che ha presentato – come nelle passate edizioni – il meglio della cultura italiana in Slovacchia durante il mese di giugno: dalla musica al design, dal teatro alla scultura, dalla letteratura al cinema, dal danza all’arte; la Settimana della Lingua italiana nel mondo giunta alla XV edizione; l’omaggio a Pier Paolo Pasolini in collaborazione con lo Slovensky Filmovy Ustav e il Mittel Cinema Fest in collaborazione con Cinecittà e gli Istituti di Budapest, Cracovia e Praga che si è appena concluso».

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Molte delle risorse disponibili sono investite dall’Istituto «nella promozione della musica, da quella classica a quella contemporanea, dalla musica jazz fino a quella rock, con proposte di qualità che permettano al pubblico slovacco di conoscere giovani talenti o riscoprire musicisti accreditati nel panorama nazionale ed internazionale». E proprio in questa ottica si inserisce anche il concerto del Quartetto Bernini, un ensemble attento a riproporre le sonorità e coloriture originali che hanno ispirato le grandi composizioni del passato e che, da protagonista dei più importanti festival, ha lavorato insieme a compositori e maestri di primo piano quali Bruno Canino, Gianni Sollima, Ennio Morricone.

Vedi altre foto a questo link.

(La Redazione)

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