Raid della polizia in centro controspionaggio Nato polacco-slovacco

nato (foto_mod.gov.sk)

Per la prima volta nella storia della Nato, ha scritto venerdì 18 dicembre Euronews, un Paese membro dell’Alleanza transatlantica fa irruzione in una sede affiliata. È successo a Varsavia, dove la polizia militare polacca è entrata nelle prime ore di venerdì nel centro Nato di controspionaggio gestito congiuntamente da polacchi e slovacchi per sostituire gli ufficiali con uomini di fiducia del nuovo governo monocolore del PiS (Diritto e Giustizia). Il raid notturno è stato effettuato grazie a una copia della chiave d’ingresso, scrive Euronews. La notizia è rimbalzata su tutti i media internazionali.

Indignato l’ex ministro della Difesa e deputato del partito di opposizione Piattaforma Civica (Po), Tomasz Siemoniak, secondo il quale «Non si procede in questo modo. Il nome va negoziato a livello internazionale. Tutto può essere risolto in maniera legale e non nella notte, forzando la porta. Questo è uno scandalo assoluto». L’attuale dirigenza del ministero ha confermato il cambio al vertice dicendo che il raid è stato “pacifico” e che «occorrono interventi rapidi quando si tratta di cambi nei vertici militari».

L’operazione aveva lo scopo di togliere il comando al colonnello Krzysztof Dusza, ritenuto vicino al governo precedente. Anche altri militari nelle alte sfere delle Forze armate polacche sono stati sostituiti nelle ultime settimane con persone fedeli al PiS.

Il ministero della Difesa polacco ha affermato che prima di prendere tale decisione si è consultato con il ministero corrispondente e con il governo slovacco, e l’azione è stata condivisa. Ma il ministero slovacco ha dichiarato quello stesso giorno di stare «seguendo la situazione in Polonia molto da vicino», e di avere in corso «intense consultazioni a vari livelli». «Ci aspettiamo un chiarimento approfondito della situazione da parte dei nostri partner polacchi », diceva la nota.

Secondo fonti della Nato, il centro era in realtà una struttura temporanea non ancora accreditata, in attesa che divenisse operativo dal prossimo anno un centro regionale di controspionaggio a Cracovia, il cui via libera era stato tuttavia dato in una cerimonia formale tenutasi negli Usa in settembre alla presenza di alte sfere della Nato e dei ministri della Difesa di Polonia e Slovacchia.

Per saperne di più vedi l’analisi su Lettera43.it.

(Red)

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