Il 2015 anno più caldo mai registrato, con il 99,999% di probabilità

clima_ambie_(Lighttiuth 5380521888 flickr CC-BY-NC)

La Nasa ha da poco pubblicato i suoi ultimi dati sulla  temperatura mensile globale e non è certamente una sorpresa che il novembre appena passato sia stato il più caldo mai registrato nel nostro pianeta. Anche i dati della Japan Meteorological Agency confermano il record di caldo a novembre che segna così il secondo mese consecutivo in cui la temperatura media globale è stata più di un grado centigrado al di sopra del periodo 1951-1980, utilizzato come base di confronto dalla NASA.

Se questi dati dimostrano che  è in atto un potente El Niño che sta riscaldando a livelli mai visti il Pacifico tropicale, anche l’Artico non scherza: a novembre nella regione artica e in alcune aree della Russia le temperature sono arrivate fino a 10,4° C sopra il normale. Il  permafrost siberiano ribolle e questo è particolarmente preoccupante, dato che contiene il doppio di carbonio dell’atmosfera e che il suo scongelamento, rilascia CO2 e metano (CH4), che è un gas serra 84 più volte più della CO2. Il climate chief  della NASA, Gavin Schmidt, ha detto che «Non è anormale che gli avvii del mese siano così in alti in un determinato luogo, ma è bene ricordare che l’Artico è una delle regioni in cui è più veloce il riscaldamento del mondo».

Con il nuovo record di novembre, la probabilità che il 2015 sia l’anno più caldo mai registrato sono ora superiori al 99,999 per cento. In termini statistici significa che questo record ha la stessa probabilità di verificarsi di quella del sorgere del sole domattina, chiosano alla NASA. Ormai era chiaro da mesi che il 2015 avrebbe battuto il record dell’anno più caldo, che era già stato battuto dal 2014. La domanda che si facevano i climatologi semmai era: di quanto sarà caldo alla fine il 2015?

«Ora, con i due mesi anomali più caldi mai registrati, la risposta è “di molto” – dicono gli scienziati americani –  Quest’anno sarà la prima volta che la temperatura media globale annua sarà di 1° C in più rispetto ai livelli pre-industriali». E se il fortissimo El Niño ha avuto una certa influenza sul caldo planetario, secondo un rapporto di Climate Central, «Il driver principale è stato l’accumulo di gas serra nell’atmosfera terrestre». La quasi totalità del riscaldamento in atto – circa il 95% – è dovuto alle attività antropiche, mentre El Niño ed altri fattori naturali aggiungono solo il restante 5%.

Le temperature record del 2015 hanno riscaldato l’oceano, provocando estese morie di coralli, ma anche costretto i leader politici mondiali a confrontarsi davvero con i drammi del cambiamento climatico alla COP21 Unfccc di Parigi, portandoli ad approvare un accordo probabilmente insufficiente ma che, per la prima volta, prende davvero atto dell’assoluta necessità di evitare che i pericolosi cambiamenti climatici si trasformino in un disastro ambientale, sociale ed economico globale.

Alla Nasa ricordano che «Però, c’è parecchio lavoro da fare. I dati del biossido di carbonio sono a livelli record e probabilmente non scenderanno sotto la soglia simbolica delle 400 parti per milione durante la durata della nostra vita. Questo significa che anche con i migliori sforzi fatti da tutto il mondo per ridurre l’anidride carbonica e gli altri gas ad effetto serra, questa non sarà probabilmente l’ultima volta che vedrete una notizia sul caldo record».

(Greenreport.it)

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Foto Lighttiuth cc-by-nc 2.0

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