La Slovacchia dovrà affrontare le ire della UE per il rifiuto alla Grecia

La Slovacchia affronta crescenti critiche e qualche isolamento dopo la riunione dei Ministri delle Finanze che si è tenuto a Bruxelles il 7 Settembre. La decisione slovacca di non contribuire al pacchetto di aiuti alla Grecia non va giù all’UE. Diversi funzionari avrebbero detto in privato che la Slovacchia rischia di complicare le trattative sul bilancio del blocco, rendendo i Paesi più ricchi meno disposti a concedere aiuti ai Paesi più poveri.

«La Slovacchia aveva accettato l’accordo. Il nuovo Governo lo ha rinnegato. Questo non è tollerabile», ha detto il Ministro delle Finanze austriaco Josef Proell, «Proseguiremo le discussioni, vogliamo che la Slovacchia prenda più seriamente le proprie responsabilità per il futuro».

Lo scorso 11 Agosto il Parlamento della Slovacchia, il più povero dei 16 Paesi dell’eurozona, ha respinto il prestito di 816 milioni al fondo di 110 miliardi in totale per il bailout della Grecia. I deputati avevano affermato che i contribuenti di un Paese che ha mantenuto il suo debito sotto controllo non possono essere chiamati a salvare un Paese che invece ha vissuto sopra le sue possibilità. Il Ministro delle Finanze greco George Papaconstantinou aveva detto che «è un cattivo segnale per l’UE nel suo complesso».

L’atteggiamento slovacco aveva lasciato una certa sorpresa nelle istituzioni europee, e molti diplomatici avevano espresso rammarico per come la Slovacchia avesse rotto il patto di solidarietà europeo e il destino comune della zona euro.

Alla domanda se si sentiva isolato, il Ministro delle Finanze slovacco Ivan Miklos aveva detto al vertice di Lunedì: «No, non lo so. Almeno, non ancora».

Il Commissario europeo agli affari economici e monetari, Olli Rehn, aveva discusso la questione con Miklos a margine della riunione dei Ministri. «È stata una decisione cruciale in un momento critico per la salvaguardia della stabilità finanziaria nella zona euro», aveva detto Rehn ai giornalisti, «ci aspettiamo che tutti gli Stati membri … rispetteranno gli impegni assunti all’unanimità».

Jose Manuel Barroso, Presidente della Commissione Europea, aveva detto in un discorso Martedì che la solidarietà è di vitale importanza in un contesto economico difficile.

Diplomatici dell’UE hanno affermato che alcuni Paesi ricchi dell’Unione potrebbero ora essere meno disposti a dar prova di solidarietà nei negoziati sul prossimo bilancio a lungo termine del blocco per il 2014-2021. Circa un terzo del bilancio dell’UE, che oggi vale circa 130 miliardi di euro, viene speso per gli aiuti alle regioni povere, soprattutto nell’Europa centrale e orientale, anche in Slovacchia.

Il Commissario per il bilancio dell’UE, Janusz Lewandowski, richiesto se la decisione slovacca avrebbe avuto impatti sui negoziati per il bilancio, ha detto «non sarà di aiuto». Un altro diplomatico avrebbe affermato che «la prossima volta che la Slovacchia verrà a chiedere un aiuto, la gente si ricorderà di questo».

(Fonte Reuters, La Redazione)

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