Profughi: il dramma continua, ma fuori dagli schermi

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Strage continua – Il corpo di una bimba siriana di 5 anni è stato ritrovato sulla spiaggia di Pirlanta a Cesme, nella provincia turca di Smirne sul mar Egeo. La piccola, identificata come Sajida Ali, sarebbe annegata in un naufragio di alcuni giorni fa. La drammatica immagine del corpo della bimba sulla spiaggia, diffusa dai media locali, ricorda quella del ritrovamento del piccolo Aylan Kurdi, il bambino curdo-siriano di 3 anni annegato a inizio settembre con la madre e il fratellino di 5 anni. La scorsa notte in un naufragio sempre al largo di Cesme sono annegati altri 6 bambini.

Italia nel mirino Ue – La Commissione Ue intende aprire una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia e di altri Paesi per non aver raccolto e inserito nel sistema Eurodac le impronte digitali dei migranti richiedenti asilo.  La procedura, salvo ripensamenti dell’ultimo minuto, sarà aperta giovedì. “Atto dovuto” a causa del mancato rispetto da parte dell’Italia – e non solo – di alcune delle disposizioni previste dal regolamento Eurodac.

L’iniziativa della Commissione era stata preceduta da un nutrito scambio di lettere tra Bruxelles e Roma con richieste di informazioni. Se entro le prossime ore non interverranno novità, giovedì la messa in mora dell’Italia, primo passo della procedura che in genere dà ancora mesi di tempo per risolvere il contenzioso senza arrivare al deferimento alla Corte di giustizia Ue.

Espulsione differita – Un foglio che le autorità mettono in mano ai migranti appena sbarcati In Italia, con cui viene ingiunto di abbandonare il paese dall’aeroporto di Fiumicino entro sette giorni. Ingiunzione a persone appena uscite dall’incubo di un viaggio disperato, senza denaro, biglietto aereo, documenti, conoscenza della lingua, parenti, amici o strutture di sostegno. Burocrazia sciocca che spinge alla clandestinità e all’arte di arrangiarsi.

È l’interpretazione italiana della distinzione Ue tra profughi di guerra e migranti economici: i primi meritevoli di protezione, i secondi da respingere. Una selezione da affidare agli ‘Hot spot’ di Italia e Grecia, che però non esistono ancora, salvo poi trasformarsi inevitabilmente in ‘depositi’ incontrollati dei profughi che gli altri Stati non vogliono. Non ci sono soldi per pagare i voli di ritorno, né accordi con i paesi in cui rimpatriare i migranti economici. Per questo si ricorre ai decreti di espulsione differita, un invito alla clandestinità. Una misura non solo cinica, ma anche stupida, ipocrita, inutile, forse anche pericolosa, che soltanto il silenzio complice dei media riesce a nascondere.

Cinica Bruxelles – Con questi trucchi l’Unione europea conta di sbarazzarsi, senza sapere bene come, di almeno la metà dei profughi che hanno raggiunto il suo territorio quest’anno.

L’accordo che non è andato in porto con i paesi africani sembra invece riuscito con la Turchia: in cambio di tre miliardi -tutti ancora da far uscire dai bilanci di renitenti Stati membri- Erdogan si impegna a trattenere in Turchia o -peggio- in un’enclave da ricavare manu militari in territorio siriano, due milioni e mezzo di profughi, in gran parte siriani, iracheni e afghani.

L’accordo fortemente voluto dalla Merkel è venuto nel momento in cui divenivano pubblici i troppi ‘peccati’ di Erdogan, le misure antidemocratiche, i finanziamenti, le armi e l’addestramento offerti all’Isis. Una bomba umana messa nelle mani di un brutto personaggio. Primi a farne le spese i soliti Curdi, che non otterranno più asilo in Europa non potendo gli Stati Ue riconoscere che gli stessi sono discriminati, perseguitati e massacrati in Turchia.

E capita anche dall’entourage di Federica Mogherini si arrivi a sostenere che la condivisione delle misure sui migranti stia ricomponendo l’unità europea, ‘aprendo la strada all’agognata unione politica…’. Parola al vento o pura e semplice scemenza.

(Ennio Remondino, da Remocontro.it via Unimondo.org)

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