Il presidente Kiska non firma la legge sull’aumento salariale ai sanitari

osped_(tpsdave-79584@pix)

Il presidente Andrej Kiska ha posto il suo veto all’emendamento passato in Parlamento il 25 novembre che prevede un aumento salariale per venti categorie professionali di dipendenti della sanità slovacca. Rimandando il provvedimento all’aula, il presidente invita i deputati ad apportarvi modifiche, in quanto a suo parere la relazione di accompagnamento alla legge non fornisce le necessarie indicazioni sull’impatto della misura sul bilancio dello Stato e su quello particolare del ministero della Salute. Inoltre, lui crede che la spesa prevista non ha copertura sufficiente nei fondi a disposizione. Con questo atto Kiska vorrebbe anche riaprire un dibattito sulla questione, anche alla luce delle oltre mille dimissioni presentate dagli infermieri di diversi ospedali nelle ultime settimane quale forma estrema di protesta contro il sottofinanziamento del settore sanitario nazionale.

Le organizzazioni che riuniscono gli operatori sanitari, esclusi i medici, non hanno gradito il provvedimento che a loro dire è totalmente insufficiente a cambiare lo stato delle cose. I salari in aumento da gennaio riguardano soltanto i sanitari degli ospedali ma non gli infermieri ambulatoriali o quelli che operano nelle terme o nelle strutture sociali e per anziani. Tra le richieste vi è anche il riconoscimento dell’anzianità professionale degli infermieri e una revisione dei turni di lavoro. Dalla fine di novembre e fino a ieri sono 1.041 gli infermieri che hanno consegnato le proprie dimissioni in diversi ospedali in tutto il paese, dimissioni che saranno valide alla fine di gennaio o febbraio 2016. Altri 223 infermieri che li avevano seguiti hanno invece ritirato le dimissioni nei giorni scorsi. Il ministero è convinto che altri lo faranno nei prossimi giorni e settimane e ha promesso assistenza legale a coloro che vogliono riprendere regolarmente il lavoro ma temono le minacce di una multa salata dai loro sindacati.

La legge approvata prevede un costo per lo Stato di 55 milioni di euro. Se si dovesse acconsentire a tutte le richieste degli infermieri vorrebbe dire, spiega il ministero, mettere in bilancio un costo di almeno 200 milioni solo per l’anno prossimo. Il veto del presidente Kiska è tuttavia superabile con una semplice nuova approvazione del Parlamento a maggiora semplice, cosa che il partito di governo e di maggioranza Smer-SD può fare senza sforzi.

(Red)

Foto tpsdave CC0

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

  

  

  

 SKG Auto & Tir Services s.r.o.

Vai al sito

novembre: 2017
L M M G V S D
« Ott    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930  

ARCHIVIO

Dal diario di una piccola comunista

pubblicità google