Regno Unito, sondaggio: 50% i britannici no-UE a favore del Brexit

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Mentre il primo ministro britannico David Cameron si prepara al vertice di Bruxelles durante il quale cercherà di rinegoziare le condizioni del Regno Unito per rimanere nell’Unione Europea, un nuovo sondaggio rivela la parità tra il numero di chi è a favore della Brexit (l’uscita del Paese dall’UE) e chi invece vorrebbe lasciare le cose come stanno. Il referendum che deciderà la permanenza del regno nella UE avrà luogo nel giugno 2016, dopo che la Camera dei Lord ha approvato la legge sul referendum il 13 dicembre. Il nuovo sondaggio ICM per Vote Leave, che è stato pubblicato dal Daily Telegraph oggi 15 dicembre, rivela che, tolti gli indecisi, per la prima volta coloro che desiderano rimanere nell’Unione europea arrivano al 50% degli intervistati.

Secondo il chief executive di Vote Leave Matthew Elliott, guardando questo sondaggio la situazione sembra molto, molto diversa rispetto alle ultime elezioni parlamentari, quando tutti escludevano una reale possibilità che un referendum potesse decidere l’uscita dall’Unione europea. La gente non riusciva a credere che l’uscita dall’Unione potesse vincere, ha detto Elliott, e adesso invece la cosa sembra possibile, alla vigilia di un Consiglio europeo cruciale.

Cameron parteciperà al summit UE nel tentativo di limitare l’immigrazione nel Regno Unito e ridurre i benefit per i migranti che vivono nel Paese. Molti scettici ritengono tuttavia che sia una missione impossibile. Quando agli intervistati è stato chiesto cosa pensassero dell’immigrazione, il numero di coloro i quali hanno detto che preferirebbero lasciare l’Unione Europea è stato più alto. Se le regole relative alla libertà di movimento rimanessero quelli attuali, il 45% preferirebbe uscire dall’Unione mentre il 40% preferirebbe comunque rimanere. Il sondaggio ha anche sottolineato che coloro che desiderano abbandonare l’Unione sono molto più entusiasti dell’imminente referendum.

Cameron ha detto di aver riferito ai propri alleati più vicini che nel caso in cui non riuscisse a negoziare un migliore accordo per il Regno Unito, egli guiderà la campagna per l’abbandono della Unione Europea. Tuttavia la sua posizione pubblica rimane quella che il Regno Unito debba rimanere nell’Unione, a patto di riuscire ad ottenere condizioni migliori.

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Foto Kozumel cc-by-nd

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