Arrivato in Slovacchia dall’Iraq il gruppo di 149 rifugiati assiri cristiani

rifugiati-sfollati-siria_(sgviews CC-BY)

Sono arrivati in Slovacchia dall’Iraq i 149 assiri cristiani che il governo ha deciso di accogliere come parte del contributo volontario della Slovacchia alla crisi migratoria nell’UE. Le 25 famiglie provenienti dalla regione a nord dell’Iraq, dove erano perseguitate dallo Stato Islamico (ISIS) sono atterrate all’aeroporto di Kosice e sono state ospitate, sotto strette misure di sicurezza, nella struttura di asilo del ministero dell’Interno a Humenne (regione di Kosice).

I richiedenti asilo provengono ​​dalla città irachena di Erbil, dove hanno vissuto in un monastero negli ultimi 15 mesi. Tra di loro vi sono commercianti, medici, artisti e artigiani. Questo è l’unico gruppo che la Slovacchia ha intenzione di accettare per il momento, e il cui processo di integrazione è già iniziato in Iraq con l’insegnamento della lingua slovacca. Le famiglie, con uomini, donne e bambini, saranno inizialmente messi in quarantena per circa tre settimane, nel corso delle quali saranno conclusi i controlli sanitari di rito e le altre procedure obbligatorie. Dopo di che potranno muoversi, dentro e fuori il centro d’asilo.

Il processo di integrazione standard per i richiedenti asilo in Slovacchia dura da sei mesi a due anni. Nel gruppo ci sono numerose persone istruite, che in seguito potranno cercare un lavoro con l’assistenza del ministero degli Interni. Per la loro integrazione il governo collaborerà con la Chiesa cattolica e con l’associazione Pokoj a dobro (Pace e bene). Parlando alla tv pubblica ieri, il premier Fico ha sottolineato come sia molto più semplice integrare in Slovacchia dei cristiani, piuttosto che dei musulmani. «L’idea del multiculturalismo ha completamente fallito», ha detto, rigettando le quote obbligatorie progettate dalla Comunità europea, e contro le quali il suo governo ha presentato un ricorso alla Corte europea del Lussemburgo. «Noi non accoglieremo i musulmani in Slovacchia, soccombendo a decisioni prese a Bruxelles. Invece, proteggeremo adeguatamente i nostri confini dagli immigrati clandestini. Centina di combattenti dello Stato Islamico sono arrivati o tornati  in Europa grazie ai flussi migratori», ha detto, «quello che è successo a Parigi può accadere ovunque».

(Red)

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Foto: campo rifugiati in Siria, 2014 (Sharnoff’s Global cc-by)

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