Fico: dopo marzo con Smer al governo arriverà il terzo pacchetto sociale da 1 miliardo

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Il primo ministro Robert Fico ha annunciato sabato al congresso del partito Smer-SD i piani per il terzo pacchetto sociale del suo governo, che però sarà presentato solo una volta assicurata la guida del governo anche nel prossimo mandato parlamentare. Se Smer rimarrà al potere dopo le elezioni del 5 marzo, lancerà una serie di misure che, anziché i 400 milioni previsti inizialmente, costeranno 1 miliardo di euro.

Tra le cose che il premier ha messo sul piatto per convincere gli elettori vi è la promessa di creare 100.000 nuovi posti di lavoro entro il 2020. Si tratterà, ha spiegato, di un congegno di diversi provvedimenti studiati per ridurre la disoccupazione strutturale, e aumentare al contempo l’occupazione tra i giovani diplomati e nell’agricoltura, coordinati tra loro con una efficace pianificazione delle politiche economiche e di una legge sul sostegno dei distretti sottosviluppati.

Fico prevede anche di presentare un decreto che vada a ridurre i contributi sanitari per le persone a basso salario. E mettere nero su bianco le condizioni per permettere a comuni e regioni di costruire 5.000 appartamenti da affittare alle giovani coppie. Gli insegnanti, invece, dovrebbero poter ricevere degli appartamenti gratuitamente.

Fico_Smer_(strana-smer.sk)

Questo nuovo ‚pacchetto sociale‘, da tempo annunciato, arriva tre mesi prima delle elezioni, e diventa dunque parte strategica della sua campagna elettorale e motivo di confronto con l’intero arco politico. Secondo le promesse, un governo Smer che uscisse vincitore dal voto (un panorama credibile), sarebbe pronto a riasfaltare 1.000 chilometri di strade regionali, una idea che vale almeno 100 milioni di euro, e una cifra simile sarebbe investita per rafforzare le misure per la sicurezza dei viaggiatori.

Fico ha detto che queste misure non toccheranno gli sforzi del governo per ridurre il debito pubblico, ma anzi stimoleranno la crescita economica e l’occupazione.

La mossa non è naturalmente piaciuta all’opposizione, che la definiscono „un’orgia populista e di propaganda“. Secondo l’ex ministro delle Finanze Ivan Miklos (parlamentare indipendente di destra) se un qualunque governo realizzasse davvero questo terzo pacchetto, con le sue promesse impossibili, invece di andare avanti il Paese andrebbe dritto nella direzione della Grecia. Il pacchetto non contiene alcuna norma indirizzata alla classe media, secondo il deputato Miroslav Beblavy, vice presidente del partito Siet/Rete. E gli imprenditori si sono detti scontenti, in quanto questo piano non aiuta le aziende, che invece preferirebbero vedersi abbassare le tasse, unica cosa che potrebbe innescare l’economia e portare a conclusione le riforme. Una mossa molto più efficace che non aiutare selettivamente alcuni gruppi di cittadini, secondo la Federazione delle associazioni dei datori di lavoro AZZZ.

(La Redazione, Fonte Tasr e altri)

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Foto strana-smer.sk

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