Cameron e la Brexit che non vuole

granbret-cameron_(number10gov)

Fino a poco tempo fa gli individui che preoccupavano maggiormente i cittadini britannici favorevoli alla permanenza del loro paese nell’Unione Europea erano i rumorosi euroscettici come Nigel Farage dello UKIP o i Conservatori John Redwood e Bill Cash. Ora come ora, non è più così – e non solo perché UKIP e Farage scivolano verso l’oscurità. Al momento, la persona che più allarma chi preferisce che il Regno Unito resti nell’Unione è proprio David Cameron.

Non è che il Primo Ministro britannico sia diventato un partigiano della Brexit. Si può ragionevolmente ritenere che in cuor suo il leader del Partito Conservatore preferirebbe tenere il suo paese nell’Ue. La vera preoccupazione invece riguarda la maniera in cui il Premier sta tentando d’ottenere quell’obiettivo.

Una volta iniziata la campagna referendaria, probabilmente nella tarda primavera del 2016, Mr. Cameron e i suoi alleati di Governo più stretti saranno destinati a diventare voci particolarmente influenti tra gli elettori.

Nei sondaggi demografici, la questione europea non raggiunge mai una posizione alta nella classifica delle questioni più impellenti per l’elettorato – il che suggerisce che il numero di persone che resteranno indecise fino all’ultimo momento sarà insolitamente alto.

Mr Cameron ha congegnato il referendum in modo da mettere se stesso al centro del progetto. Attraverso la promessa di negoziare una serie di riforme con gli altri 27 stati membri dell’Unione, pone l’esito del voto come un verdetto sul successo della trattativa

Leggi il resto su EuNews.it

___
Foto Number 10 cc-by-nc-nd

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

  

  

  

 SKG Auto & Tir Services s.r.o.

Vai al sito

novembre: 2017
L M M G V S D
« Ott    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930  

ARCHIVIO

Dal diario di una piccola comunista

pubblicità google