Fico al congresso Smer: ogni migrante illegale sarà arrestato e rispedito al mittente

Fico-Smer_(smertv.sk)

Continua la discussione sul tema dell’immigrazione, dentro e fuori della Slovacchia. Il governo slovacco ha presentato mercoledì scorso la sua causa formale contro l‘Unione europea riguardo la decisione di imporre quote obbligatorie ai paesi membri per la redistribuzione e accoglienza di richiedenti asilo. La Repubblica slovacca chiede alla Corte di giustizia dell’Unione europea di dichiarare nulla la decisione sulle quote temporanee prese da un Consiglio dei ministri dell’Interno UE a fine settembre, e anche di addebitare le spese del procedimento processuale al Consiglio europeo. Stessa cosa dovrebbe fare nei giorni a venire il governo ungherese.

Fico e il ministro dell‘Interno Kalinak hanno più volte criticato e chiesto l’espulsione della Grecia dall’Area Schengen per la sua incapacità di fermare il flusso di migranti proveniente dal Mediterraneo. Proprio la Grecia è stata tra i temi di un vertice di due giorni dei ministri dell’Interno UE a Bruxelles, dove si è indicata la necessità di rinforzare i controlli e Atene dovrà fare la sua parte come membro Schengen, con l’aiuto di un rinforzo dell’agenzia Frontex. Altrimenti rischia una sospensione di due anni.

Parlando sabato a Nitra al congresso annuale di Smer-SD di cui è presidente, Robert Fico ha sottolineato secondo Tasr che le politiche europee attuate in tema di immigrazione hanno fallito, e che deve finire “l‘etica del silenzio” adottata fino ad oggi dai piccoli paesi. «Sono orgoglioso che Smer-SD si sia opposto alla falsa solidarietà e si sia battuta per la tutela degli interessi della Slovacchia. L’etica del silenzio dei piccoli paesi deve finire. Dobbiamo esprimere le nostre opinioni, perché le politiche europee hanno fallito. È necessario concentrarci sulla stabilizzazione della situazione della sicurezza in paesi come la Siria, e sulla cooperazione con i paesi dove sono i campi profughi, principalmente Turchia, Libano e Giordania. È anche necessario proteggere il confine di Schengen e separare i migranti economici da quelli che hanno veramente bisogno di aiuto». Questo il messaggio di Fico ai suoi fedeli, un discorso fatto „perché suocera intenda“ [suocera intesa come UE – ndr], aggiungendo che le quote obbligatorie sono destinate al fallimento. «Ogni migrante illegale deve sapere che sarà arrestato e rispedito al mittente. La sicurezza della Slovacchia e della sua gente è per noi la priorità assoluta. È solo dopo che vengono gli interessi dei migranti e qualsiasi altra cosa», ha concluso Fico.

Sulla causa contro l’Unione, Fico si sente tranquillo, e l’intero suo esecutivo confida nella vittoria, «forte delle sue argomentazioni». Il premier lo ha detto a un programma alla radio pubblica sabato, ricordando che questa causa è una mossa logica e legittima dalla Slovacchia, che respinge le quote come una operazione “tecnicamente ineseguibile”. A chi gli dice che la mossa slovacca è avventata, e il Paese potrebbe alienarsi la simpatia di partner commerciali strategici, Fico aggiunge «Smettiamola di essere paurosi. Smettiamola di far finta che è sempre nostro dovere seguire ciò che gli altri ci ordinano di fare. Smettiamo di tremare se qualcuno minaccia di tagliarci i fondi europei». Il capo del governo rifiuta le accuse di non essere stato solidale in questa crisi migratoria, indicando i contributi finanziari della Slovacchia verso i fondi europei per affrontare la crisi e l‘invio di personale [qualche decina di agenti in Ungheria e Slovenia, per il momento – ndr] per aiutare a proteggere la frontiera esterna di Schengen. Ma allo stesso tempo, Fico ha sottolineato: «Non posso immaginare che qualcuno possa trasportare qui 50.000 persone, per lo più musulmani, di cui noi non sappiamo nulla, e che sono in molti casi legati a vari gruppi terroristici». La gente non lo sa, che è incredibile quanti pericoli sono contenuti nei rapporti di intelligence che lui riceve tutti i giorni, ha detto. «Ecco perché parliamo di rischi. Non perché vogliamo fare allarmismo, ma perché non vogliamo sottovalutare i rischi».

(La Redazione)

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Foto: frame da smertv.sk

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