Una ‘sinistra’ svolta a destra. Il voto in Francia sia di lezione per l’Europa

Il Front National di Marine Le Pen ha dominato il primo turno delle regionali in Francia con il 28% a livello nazionale. È un risultato storico per il partito di estrema destra, che è in vantaggio in sei regioni. Il Front national ha superato la coalizione di destra dell’ex presidente Nicolas Sarkozy, che ha ottenuto il 27%, mentre il partito socialista è fermo al 23%, e in testa solo in due regioni. La partecipazione ha raggiunto il 48%, un dato leggermente superiore al 2010. Si votava per eleggere i governi delle 13 nuove regioni metropolitane. Il ‘brand’ Le Pen paga, e bene: Marine e la nipote (figlia della sorella) Marion hanno raggiunto il 40% nelle due regioni in cui sono candidate, e potranno andare al ballottaggio con buona tranquillità.

MarineLePen_(blandinelc-cc-by)

Bernard Guetta, Internazionale.it – I risultati delle elezioni regionali francesi non riguardano soltanto la Francia, ma l’Europa intera. Come in Francia, anche nel resto d’Europa una nuova estrema destra si è infatti affermata sullo scacchiere politico, interrompendo il tradizionale dominio di destra e sinistra.

In quasi tutti i paesi dell’Unione esistono partiti simili al Front national, e tutti si sono sviluppati nel quarto di secolo che ci separa dal crollo sovietico. Anche le ragioni della loro ascesa sono le stesse.

Negli ultimi 25 anni ci siamo lasciati alle spalle l’equilibrio armato che garantiva una stabilità tutto sommato rassicurante; abbiamo visto emergere nuove potenze il cui sviluppo ha improvvisamente cancellato cinque secoli di predominio occidentale e abbiamo avvertito fin nelle nostre città le scosse sanguinarie di un islam che cerca la sua strada dopo otto secoli di decadenza.

Questi tre grandi cambiamenti, ancora in corso e profondamente inquietanti per l’Europa, hanno alimentato una paura che continua a crescere.

Gli europei non si sentono più protetti perché non hanno una difesa comune e perché l’ombrello statunitense sembra essersi chiuso. I lavoratori europei vedono sbriciolarsi la protezione sociale perché il capitale non è più disposto a fare le stesse concessioni dei tempi del comunismo e perché la trasformazione dei paesi emergenti nelle fabbriche del mondo esercita un’enorme pressione sui salari deindustrializzando l’Europa.

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Foto Blandine Le Cain cc-by

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