Allargamento UE: Ankara sì, Ankara no? Prematuro parlare di svolta

istanbul-turchia_(Matthias-Rhomberg_5166678236@flickr_CC-BY)

Numerosi cittadini turchi guardano all’Unione europea con riluttanza. Non solo a causa dello scarso riguardo mostrato nei confronti del loro Paese, ma per il doppio standard che questa sta utilizzando. Tuttavia, secondo il Primo Ministro Ahmet Davutoglu, in seguito al summit di domenica a Bruxelles, la situazione potrebbe cambiare.

Dopo una lunga attesa, la Turchia ha infatti ottenuto il riconoscimento del suo peso geopolitico dall’Ue. Ankara riceverà tre miliardi di euro in aiuti finanziari, in cambio del contenimento del flusso dei rifugiati provenienti dalla Siria, sempre più devastata dalla guerra. Si attende l’apertura di un nuovo capitolo della saga della ‘adesione’ all’Ue per rinvigorire i negoziati ormai da tempo in fase di stallo.

In segno di rispetto nei confronti della Turchia, gli alti funzionari dell’Ue hanno accettato di istituire due summit l’anno. Inoltre, i cittadini turchi possono sorridere davanti alla prospettiva dell’esenzione del visto per i viaggi verso l’area Schengen entro la fine del 2016, a condizione però che l’accordo di riammissione venga attuato e che venga realizzata una mappa nel rispetto di determinati requisiti tecnici.

Si può quindi parlare di svolta decisiva nella saga Ue-Turchia? Non proprio. Infatti, fino a quando la questione di Cipro rimarrà irrisolta, battezzare il summit come una svolta è un’esagerazione.

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Foto Matthias Rhomberg cc-by

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