COP21, Il global warming che gela il mondo finanziario

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Jackson Hole, Francoforte, Washington, New York sono le città più frequentate dai banchieri centrali. Kyoto, Montreal, Copenaghen, Doha le sedi di alcune tra le più importanti conferenze sull’ambiente negli ultimi 20 anni. Circuiti diversi, storicamente lontani. Parigi potrebbe essere il punto d’incontro e porre il climate change sull’agenda delle Banche Centrali.

Parigi può superare i limiti di Kyoto

La capitale francese accoglie infatti in questi giorni i rappresentanti di 196 paesi per la COP21, il summit dell’Onu sul cambiamento climatico. Le aspettative sono elevate, nonostante i precedenti. La prima Conference of Parties, a Berlino nel 1995, fu un fallimento; l’ultima, lo scorso anno a Lima, si concluse con un nulla di fatto.

La conferenza più nota rimane Kyoto, grazie al protocollo firmato nel dicembre 1997 da oltre 180 paesi ed entrato in vigore nel 2005 con la ratifica di firmatari che superavano in aggregato il 55% delle emissioni mondiali di gas serra.

Molti, tuttavia, i limiti di quell’accordo. Cina e India furono esonerate dagli obblighi del trattato e gli Stati Uniti, che rappresentavano oltre 1/3 delle emissioni globali, non lo ratificarono. […]

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