Crisi dell’Euro, gli economisti concordano: colpa dei flussi di capitale tra paesi

soldi euro (photosteve101@flickr)

L’eurozona ha va riformata, ma non è possibile giungere ad un accordo sui passi da intraprendere se non si è prima d’accordo su cosa non ha funzionato. Questo articolo introduce un saggio della serie Policy Insight del CEPR (Centre for Economic Policy Research). Gli autori sono una dozzina di eminenti economisti di vari orientamenti teorici. La consensus narrative qui descritta è sostenuta da una lunga e crescente lista di economisti.

La crisi dell’eurozona è esplosa nel maggio 2010, ed è lungi dall’essere finita. Sebbene recentemente siano emersi alcuni segnali positivi, la crescita e la disoccupazione nell’eurozona sono a livelli avvilenti e secondo le previsioni lo resteranno ancora per anni.

  • Una grossa fetta di giovani europei sono stati o saranno disoccupati durante gli anni critici e più importanti della loro vita lavorativa.
  • Il malessere economico sta alimentando visioni estremiste e tendenze nazionaliste proprio nel momento in cui l’Europa ha bisogno di cooperare per affrontare importanti sfide che vanno dalla crisi migratoria ai nuovi possibili shock finanziari.

Quel che è peggio, molte delle fragilità e degli squilibri che hanno portato l’unione monetaria verso la crisi sono tuttora presenti.

  • Molte banche europee sono alle prese con crediti inesigibili.
  • Molte stanno ancora investendo pesantemente nel debito pubblico dei propri rispettivi paesi – un legame che implica che i problemi delle banche minacciano la solvibilità è dei governi e viceversa.
  • I debitori di tutto il continente sono vulnerabili all’inevitabile normalizzazione dei tassi d’interesse, dopo che per anni questi sono rimasti vicini allo zero.

Come primo passo verso l’individuazione di un ampio consenso su ciò che è necessario fare per aggiustare l’eurozona, abbiamo scritto ciò che consideriamo essere la consensus narrative della crisi dell’eurozona. Questa consensus narrative è stata pubblicata il 28 novembre sul CEPR Policy Insight n. 85, dove può essere scaricata gratuitamente.

Sebbene gli autori provengano dagli orientamenti teorici più diversi, abbiamo trovato sorprendentemente semplice giungere ad un accordo sulle ragioni principali della crisi. Diciamo «sorprendentemente» perché i politici dell’eurozona restano ancora attaccati a un “racconto” molto diverso riguardo alla crisi dell’eurozona.

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Foto photosteve101 cc-by-2.0

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