Sanità: 200 infermieri si dimettono in massa, chiedono soldi per il sistema sanitario

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Hanno presentato le loro dimissioni mercoledì oltre 200 infermieri dell’ospedale di Zilina, un esempio che dovrebbero seguire presto altri infermieri degli ospedali pubblici in tutta la Slovacchia. Questa la protesta estrema messa in scena dalla categoria contro il ministero della Salute che a loro dire ha affrontato le questioni retributive e le condizioni di lavoro del settore in modo inadeguato. Sono arrivati a questo perché «nessuno ci ascolta», dice il capo del sindacato delle infermiere ostetriche Monika Kavecka, riproponendo cinque richieste, a questo punto urgenti, per infermieri e altri operatori sanitari tranne i medici.

Vogliono un aumento dei fondi per le strutture sanitarie, ampliare gli scopi della legge in modo da includere, oltre al personale ospedaliero, anche il personale negli ambulatori medici, nei centri termali e nelle strutture di servizi sociali, il conteggio del congedo di maternità e della disoccupazione come periodo di esperienza specialistica, l’assunzione di nuovi infermieri e ostetriche negli ospedali, e la ricomprensione del fattore anzianità nel calcolo dell’aumento salariale.

L’Ocse dice che in Slovacchia ci sono 5,8 infermieri ogni 1.000 abitanti, un numero del tutto insufficiente a coprire le necessità della sanità nazionale, dicono gli infermieri, che per di più, sempre secondo l’’Ocse, hanno un salario medio inferiore del 10% rispetto al salario medio nel Paese.

I due mesi di preavviso delle dimissioni presentate in novembre faranno sì che a fine gennaio queste diverranno effettive, se le autorità non cambiano le cose. Gli operatori sanitari, in ogni caso, non intendono ritornare sulla loro decisione se le loro richieste non saranno soddisfatte.

Il Parlamento ha approvato mercoledì un disegno di legge che aumenta gli stipendi degli operatori sanitari negli ospedali sia pubblici che privati​ dal mese di gennaio 2016. L’aumento si applica a oltre 20 professioni del settore, ma è stato definito dai rappresentanti dei lavoratori della sanità “una farsa”. Gli infermieri chiedono infatti un intervento più incisivo nell’intero sistema sanitario, che non si limita ai soli stipendi ma pretende un miglioramenti delle condizioni lavorative e, di conseguenza, all’intero settore.

La legge approvata costerà allo Stato 55 milioni di euro, ha detto il ministro della Salute Viliam Cislak, ed è un compromesso che noi riteniamo accettabile. Acconsentire a tutte le richieste degli infermieri vorrebbe dire arrivare a una spesa di 200 milioni di euro solo per l’anno prossimo.

(Red)

Foto eloisa CC0/pixabay

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