L’ISIS sostenuta dalla Nato e da alleati. Tutte le responsabilità dell’Occidente

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I leader occidentali promettono di distruggere l’ISIS, ma continuano ad ignorare il sostegno militare e finanziario dato al gruppo terroristico da vari regimi alleati dell’Occidente, e persino della stessa Nato. Del resto, i recenti attacchi terroristici sono conseguenza delle ripetute azioni militari americane ed europee adottate in Medio Oriente, Africa e Asia per sovvertire i governi in carica ed installare regimi conformi agli interessi occidentali. Due articoli pubblicati da EuNews.it mettono in luce queste responsabilità, oggi taciute.

1) «La Francia è in guerra», ha dichiarato il presidente francese Hollande di fronte al parlamento francese dopo gli attentati del 13 novembre scorso a Parigi. «Non siamo ingaggiati in una guerra di civiltà, perché questi assassini non rappresentano alcuna civiltà. Siamo in guerra contro il terrorismo jihadista che minaccia il mondo intero».

Nella sua dichiarazione di guerra, però, il presidente Hollande ha omesso di menzionare un aspetto centrale di tutta questa faccenda: il sostegno offerto da diversi Stati al terrorismo.

Secondo la polizia francese, i passaporti siriani rinvenuti vicino ai corpi di due dei sospetti attentatori di Parigi sono dei falsi, probabilmente contraffatti in Turchia.

Alcuni mesi fa il quotidiano turco Meydan riportava la rivelazione di una fonte uigura, secondo cui sarebbero stati forniti all’ISIS più di 100,000 passaporti turchi falsi. La notizia è stata corroborata anche dal Foreign Studies Military Office (FSMO) dell’esercito statunitense, che però ha rivisto le stime al ribasso. La notizia è stata ulteriormente corroborata dal corrisponde di Sky News Arabia Stuart Ramsey, che ha rivelato come il governo turco stesse certificando i passaporti dei miliziani stranieri che attraversavano il confine turco-siriano per unirsi all’ISIS. I passaporti, successivamente venuti in possesso delle milizie curde, avevano il timbro di uscita ufficiale della polizia di frontiera turca, indicando che le autorità turche erano perfettamente a conoscenza del fatto che i militanti dell’ISIS stavano entrando in Siria dalla Turchia.

Leggi tutta l’analisi di Nafeez Ahmed.

2) Gli attacchi terroristici sui civili – che si tratti dell’aereo russo precipitato nel Sinai che ha causato la morte di 224 passeggeri civili, o l’orribile massacro di Parigi che ha colpito 129 innocenti, o il tragico bombardamento ad Ankara che ha ucciso 102 attivisti per la pace – sono crimini contro l’umanità. Gli aggressori – in questo caso, lo Stato Islamico (ISIS) – devono essere fermati. Ma questo sarà possibile solo se si comprendono appieno le radici in cui affonda questa spietata rete di jihadisti.

Per quanto sia doloroso ammetterlo, sull’Occidente e soprattutto sugli Stati Uniti grava una parte significativa di responsabilità per aver creato le condizioni in cui si è sviluppato l’ISIS. Solo con un cambiamento della politica estera americana ed europea rispetto al Medio Oriente si può ridurre il rischio di ulteriori attacchi terroristici.

I recenti attacchi terroristici dovrebbero essere intesi come una forma di “blowback” (letteralmente ‘contraccolpo’ in inglese), ossia come la conseguenza indesiderata e spiacevole delle ripetute azioni militari americane ed europee, segrete e non, adottate in Medio Oriente, Nord Africa, nel Corno d’Africa e in Asia centrale con l’obiettivo di sovvertire governi ed installare regimi conformi agli interessi occidentali. Tali operazioni non hanno solo destabilizzato le regioni interessate, causando grandi sofferenze; hanno anche esposto al rischio di terrorismo le popolazioni degli USA, dell’Unione europea, della Russia e Medio Oriente.

Leggi l’articolo di Jeffrey D. Sachs.

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Foto: le distruzioni dell’ISIS al Museo archeologico di Mosul, Iraq

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