La Russia ferma le forniture di gas all’Ucraina. La Slovacchia per ora non ha problemi

gas_(eustream.sk)

Le aziende responsabili del transito e distribuzione del gas in Slovacchia, Eustream (che gestisce il tratto slovacco del gasdotto che porta il gas russo in Europa)  e SPP (che amministra la distribuzione e fornisce il gas naturale sul mercato, a famiglie e aziende) non avrebbero ancora registrato alcun taglio nelle forniture di gas russo provenienti dall’Ucraina.

Ieri, mercoledì 25 novembre, la Russia ha interrotto le forniture di gas all’Ucraina dopo che Kiev non ha pagato anticipatamente le nuove forniture. Una situazione inaspettata dato che di recente i due paesi avevano trovato un accordo sotto l’egida della Commissione europea per una soluzione che portasse a un inverno senza intoppi. Kiev ha immediatamente vietato il transito agli aerei russi nello spazio russo ucraino, e ha detto che preferisce comprare il gas (lo stesso gas) dagli europei a prezzi molto più competitivi di quelli che Gazprom offre all’Ucraina.

Nell’inverno del 2009 il rifiuto russo di fornire l’Ucraina portò l’Europa Centrale a subire una scarsità di gas naturale, e le conseguenze per la Slovacchia furono serie. Fu decretato lo stato di emergenza e la distribuzione del gas fu limitata a poche ore al giorno, favorendo soprattutto l’uso domestico per il riscaldamento delle case. Numerose aziende, anche industrie di grande rilievo, dovettero fermare o rallentare la produzione per qualche settimana, con danni economici che sono stati calcolati in centinaia di milioni di euro (recentemente il presidente Kiska ha parlato di 1 miliardo di euro).

La Slovacchia ad oggi non subisce ripercussioni dall’iniziativa della Gazprom, dietro la quale, si sa, c’è il presidente Putin. Il Paese avrebbe provveduto, come già negli ultimi anni, a riempire tutti i depositi sotterranei nel corso della bella stagione, e in caso di crisi dovrebbe essere in grado di garantire le forniture al mercato interno anche nel caso di uno stop totale. Nell’ultimo anno, del resto, sono stati migliorati i collegamenti dei gasdotti slovacchi con le reti degli altri paesi, e la Slovacchia, che è il territorio d’Europa più esposto a eventuali ammanchi delle forniture dalla Russia, dalla quale è dipendente per oltre il 90% dei suoi bisogni, potrebbe in caso di necessità ricevere forniture dai paesi confinanti (Repubblica Ceca e Austria in particolare).

Eustream assicura di avere sotto controllo la situazione, e in caso di una evoluzione problematica è pronta “a rispondere in modo appropriato in qualsiasi momento”, aprendo immediatamente il flusso inverso di gas da ovest. SPP, che è di gran lunga la maggior utility del gas in Slovacchia con 1,3 milioni di clienti, sia retail che corporate, afferma di essere in grado di rifornire i suoi clienti per almeno 90 giorni con le scorte attuali.

(La Redazione)

Foto eustream.sk

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