Storia: quando l’Italia era obiettivo del terrorismo internazionale

Non tutti sanno che prima degli jihadisti di Al Qaeda e i tagliagole dell’Isis che continuano a terrorizzare l’occidente, l’Italia conobbe negli anni Settanta e Ottanta il fondamentalismo islamico.

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Quaranta anni fa questo terrorismo sconosciuto ai più e molto violento era costituito da movimenti che, non trovando riconoscimento e legittimazione nel proprio Paese, scelsero di colpire le nostre città e in particolare la Roma degli anni di piombo, palcoscenico di grande impatto mediatico. Iraniani, giordani, siriani, palestinesi, libanesi, iracheni, armeni, libici e cellule dormienti, organizzazioni terroristiche del vicino oriente che lasciarono sul terreno 36 morti e oltre 200 feriti e che dichiararono guerra al nostro Paese diventato, di fatto, “Terra di nessuno” (Salvatore Lordi, 14,69 eur).

Un’escalation di terrore, un fenomeno che letto alla luce di un decennio attraversato dai grandi avvenimenti come il rapimento e l’assassinio di Aldo Moro, passando per la tragedia del DC9 dell’Itavia e la strage di Bologna, fino ad arrivare al sequestro dell’Achille Lauro e all’attentato all’aeroporto di Fiumicino, apre uno scenario inquietante e inedito ancora non del tutto analizzato.

Per saperne di più, potete leggere l’approfondimento di Elisa Pinna sul sito dell’Ansa, e un video di presentazione completo di interviste:

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(ilcaffegeopolitico.org)

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