Anniversari: ventitre anni fa la scissione della Cecoslovacchia

Repubblica Ceca Slovacchia

Il 25 novembre 1992 l’Assemblea Federale della Cecoslovacchia votava per dividere la nazione in Repubblica Ceca e Slovacchia, cosa che prese ufficialità con l’indipendenza dei due nuovi Stati a partire dal 1º gennaio 1993. Fu il cosiddetto “divorzio di velluto”, arrivato ad appena tre anni dalla Rivoluzione di velluto che riportò il Paese alla democrazia e a riunirsi al resto dell’Europa dopo un quarantennio di comunismo come satellite dell’Unione Sovietica.

A scindersi, peraltro senza un referendum, fu la Repubblica Federale Ceca e Slovacca (Česká a Slovenská Federatívna Republika, ČSFR), entità statuale democratica nata dalle ceneri delle proteste democratiche dell’89. Il nome e la forma statuale fu così definita dopo faticose trattative in base alle richieste slovacche di richiamare esplicitamente la parità tra cechi e slovacchi.

È da notare che il nome andava contro le regole ortografiche ceche e slovacche, che non utilizzano le lettere maiuscole per le parole successive alla prima nei nomi propri, né negli aggettivi da essi derivati. Pertanto, la formula corretta sarebbe “Česká a slovenská … republika” ma gli slovacchi, avendo nel nome una parola che si riferiva ad essi, non vollero essere privati di una maiuscola (Wikipedia).

In ogni caso, le tensioni tra le due nazionalità non si placarono e portarono nel giro di breve a una spinta indipendentista da parte della Slovacchia, il cui popolo risentiva ancora gli effetti di una oppressione magiara durata quasi un millennio, e di un Novecento che sebbene paritario nelle parole fu di fatto sottomesso a Praga.

Il 17 luglio 1992 il Consiglio Nazionale Slovacco proclamò la Dichiarazione d’indipendenza della Repubblica Slovacca, e il 1º gennaio 1993 la Slovacchia si separò dalla federazione costituendo una sua repubblica autonoma e indipendente a tutti gli effetti. Protagonista del processo che portò all’indipendenza slovacca fu Vladimír Mečiar, a lungo anche Primo ministro del giovane Stato.

L’attuale Costituzione della Repubblica Slovacca fu approvata il 1º settembre 1992 ed entrò in vigore il 1º ottobre dello stesso anno. Il presidente, che è il capo dello Stato, eletto inizialmente dal parlamento (Consiglio Nazionale) dal 1999 è scelto con voto popolare ogni cinque anni. Il primo ministro, capo del governo, è nominato dal presidente ed è solitamente il leader del partito o della coalizione di maggioranza. Gli altri membri del governo vengono poi nominati dal presidente su proposta del primo ministro. L’assemblea legislativa della Slovacchia, unicamerale e composta da 150 membri, è detta “Consiglio Nazionale della Repubblica Slovacca” (Národná rada Slovenskej republiky). I deputati sono eletti ogni quattro anni con sistema proporzionale. Il principale organo giudiziario è la Corte Costituzionale (Ústavný súd), formata da 13 membri nominati dal presidente tra i candidati di una lista presentata dal parlamento.

Dal 2002 la Slovacchia è divisa in otto unità, (VÚC, unità territoriali superiori), chiamate anche regioni (samosprávny kraj), che dispongono di autonomia. I “kraje” sono a loro volta suddivisi in distretti (okresy, al sing. okres, letteralmente tradotto in distretto). La Slovacchia attualmente è divisa in 79 distretti. (I distretti possono essere paragonati alle province italiane).

Lo stemma della repubblica, che fa uso dei colori slavi del rosso, blu e bianco, include una croce doppia e tre cime di monti, che indicano secondo la tradizione i Carpazi del Tatra, Fatra e Mátra. Lo stemma appariva e ancora appare anche nella parte destra dello stemma ungherese, dove,  con i monti di colore verde, rappresenta l’Alta Ungheria, ovvero il territorio della Slovacchia che dal 1919 è stata separata dal resto del paese. La croce doppia (anche detta patriarcale) è probabilmente un retaggio bizantino proveniente dall’epoca di Cirillo e Metodio, missionari inviati da Costantinopoli nel IX secolo a cristianizzare la regione. La croce doppia sarebbe in uso dai tempi del re ungherese Bela III, salito sul trono ungherese grazie all’aiuto dell’Imperatore romano di Bisanzio.

Dopo il ‘regno’ di Mečiar, e l’avvento al governo di una coalizione di centro-destra guidata dal primo ministro Mikulaš Dzurinda (SDKU), la Slovacchia fu ammessa negli anni 2000 sia alla Nato che all’Unione europea, e iniziò, da ‘Calimero’ della regione, una crescita economica che è ancora in corso e che sta portando il paese a recuperare velocemente terreno rispetto agli stati vicini e all’Europa occidentale.

(La Redazione)

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