L’UE ricuce con Minsk: sospese le sanzioni alla Bielorussia

Minsk-Bielorussia_(marcofieber-nc-nd)

Ufficialmente sospese per quattro mesi. È questa la sorte che tocca alle sanzioni che l’Unione europea, Ue, aveva imposto nel 2011 alla Bielorussia, dopo l’ondata di arresti seguita alle proteste di piazza contro il presidente Aleksandr Lukašėnko.

Dal 7 novembre è entrata infatti in vigore la decisione presa da Bruxelles all’indomani delle elezioni presidenziali di ottobre “in risposta alla liberazione di tutti i prigionieri politici avvenuta lo scorso 22 agosto e nel contesto del rafforzamento delle relazioni Ue-Bielorussia”.

Rafforzamento delle relazioni Ue-Bielorussia

Qualcosa è cambiato? Forse sì, forse no. L’embargo verso Lukašėnko, a cui in questi anni è stato anche impedito l’ingresso in Europa con il poco lusinghiero status di “persona non grata”, sarebbe dovuto servire a indebolire il Batka (il “piccolo padre”, come viene definito in patria il presidente) ed agevolare un collasso del regime.

Tali aspettative sono andate deluse: Lukašėnko è ancora là, sopravvissuto ad una terribile crisi valutaria nel 2010 e rafforzato nel 2014 dall’endorsement comunitario di “paciere” tra Russia e Ucraina, conferitogli nientemeno che da quella stessa Catherine Ashton che da Alto Rappresentante per la Politica Estera dell’Ue aveva fatto varare le sanzioni nei suoi confronti.

Da allora il barometro dei rapporti Minsk-Bruxelles si è mantenuto costantemente sul sereno: il fatto stesso che l’Ue, diversamente da quanto avvenuto nel 2010, stavolta non abbia sostenuto apertamente alcun movimento d’opposizione nella corsa presidenziale denota che, almeno per il momento, un cambio di leadership in Bielorussia non sia più prioritario nell’agenda europea.

Una scelta obbligata, dettata dal nuovo corso in politica estera avviato dalla Russia nel 2014: dopo molti anni, Mosca si è ripresa in Ucraina orientale e in Siria quel ruolo di potenza che le mancava dai tempi dell’Urss e con esso anche la capacità di influenzare con il suo peso le scelte dei decision makers nei paesi allineati e nelle nazioni alleate, come appunto è la Bielorussia.

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Foto Marco Fieber cc-by-nc-nd

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