Fico: dopo Parigi dobbiamo aspettarci altri attacchi. Possibile nuova legge anti-terrorismo

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L’Europa può vedere nei prossimi mesi altri attacchi terroristici simili a quelli di Parigi, ha detto il primo ministro slovacco Robert Fico martedì mentre, con l’ambasciatore francese in Slovacchia Didier Lopinot, ha reso omaggio con un minuto silenzio davanti all’ambasciata a Bratislava alle vittime delle stragi di venerdì 13 novembre nella capitale francese. Anche il presidente Andrej Kiska, che lo ha fatto sul cortine del Palazzo presidenziale, e il capo del Parlamento Peter Pellegrini, le prime due autorità del Paese, hanno onorato i morti in Francia allo stesso modo.

Lopinot ha detto in quella occasione che anche tre giorni dopo l’attacco “è difficile trattenere le lacrime”. «Quello che è successo, tutto il terrore e la morte di persone innocenti, scorre direttamente attraverso e su di noi, attraverso tutto il Paese», ha detto, ringraziando per la solidarietà dimostrata dai funzionari istituzionali e dalla gente della Slovacchia nella difficile situazione cui versa la nazione francese: «È bello vedere che i nostri amici sono con noi, condividono il nostro dolore e sono pronti ad aiutare nell’identificazione dei colpevoli».

Il premier Fico ha ammesso che «dalla situazione in Siria e in altri paesi vicini non si ricavano indicazioni che gli attacchi terroristici possano fermarsi. Il mio governo darà pertanto priorità assoluta alla vigilanza e all’attuazione di tutte le possibilità legali in materia di lotta contro il terrorismo». Fico ha convocato di nuovo ieri il Consiglio di sicurezza nazionale (che si riunì sabato scorso a poche ore dai fatti di Parigi) per discutere di una eventuale nuova legislazione anti-terrorismo in Slovacchia. La riunione dovrebbe tenersi al più tardi lunedì. La Slovacchia oggi manca di una legge specifica anti-terrorismo. Se il Consiglio deciderà che è necessario, sarà dato mandato al ministero della Giustizia di «redigere un pacchetto di misure legislative da presentare al Parlamento», con l’obiettivo specifico di definire la lotta al terrorismo e le misure di prevenzione, ha detto Fico. Una tale proposta per ulteriori misure nella lotta contro il terrorismo e l’estremismo era già stata in parte preparata, ma era poi stata abbandonata

Fico ha anche parlato delle proteste della Fondazione islamica in Slovacchia, che si è lamentata per la frase di Fico, pronunciata domenica in televisione: da oggi sarà monitorato «ogni singolo musulmano in Slovacchia». In questo modo il primo ministro ha trasformato in una minaccia un intero gruppo di cittadini, senza però alcuna accusa specifica da parte di polizia o magistrati, dicono i musulmani. Fico ha spiegato che lo Stato ha l’obbligo di verificare se i membri della comunità musulmana che risiedono legalmente in Slovacchia, ma anche i migranti appena arrivati, abbiano rapporti o legami con gruppi coinvolti nel terrorismo, una cosa del tutto legittima e legale. La verità è, ha sottolineato Fico, che «a parte Breivik in Norvegia, ci sono sempre i musulmani dietro agli attacchi terroristici». Inoltre, il premier ha citato una informazione dei servizi segreti tedeschi che lo Stato islamico sta cercando di reclutare nuovi membri nei campi di migranti. «Se non controlliamo i nostri campi rifugiati in Slovacchia può accadere che qualcuno faccia reclutamento anche qui», ha concluso Fico.

(Red)

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Foto suzanneschols cc@flickr

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