Oggi si festeggia la Giornata mondiale del … gabinetto

Voluta dall’Onu, questa ricorrenza ricorda l’importanza del water, indispensabile per l’igiene personale, ma anche per lo sviluppo sociale ed economico di tutti i paesi

gabinet_toilet_(JotDeWa-CC0)

Quanto conta il gabinetto con la nostra evoluzione, con il nostro benessere e il nostro stile di vita? Moltissimo: potremmo addirittura dire che il bagno, e in particolare il water, sono il fulcro della nostra civiltà. Per questo – dal 2001 – le Nazioni Unite hanno dedicato una giornata – il 19 novembre – alla riflessione sul nostro vero migliore amico, lo strumento che ci permette di tenere lontano malattie, salvaguardare l’ambiente e dedicarci alla crescita economica, culturale e sociale. Si calcola che ogni dollaro speso per garantire acqua pulita e sistemi sanitari generi 4,3 dollari, per via dell’abbattimento dei costi sanitari. Duemila persone muoiono ogni anno – metà sono bambini – come conseguenza della diarrea e di altre malattie derivate da unascarsa igiene, che si lega al fatto che ancora 1 miliardo – 1 miliardo! – di persone defeca all’aperto.

La sanità è ad oggi il Millenial Goal più trascurato, e la cosa ha addirittura ripercussioni di genere: le ragazze smettono di frequentare le scuole spesso in concomitanza con l’arrivo delle mestruazioni, nella prima pubertà, perché non possono contare sui servizi igienici nelle scuole.

Per festeggiare questo giorno, dunque, vi propongo la mia personale classifica del water perfetto.

Dopo aver vissuto in Germania, come mi è capitato tempo fa, è dura rinunciare al water tedesco. Il gabinetto dei Paesi di lingua germanica (Austria, Germania, Olanda) ha il buco dell’acqua spostato in avanti per far posto a una specie di mensola. Questo non solo permette di ispezionare nel dettaglio il nostro prodotto, ma anche di valutarne la quantità, che è un altro dato utile. Soprattutto, questo water parla di una civiltà più accorta e meno problematica che – al contrario della nostra, mediterranea – ha sconfitto e superato il tabù n. 2 al mondo dopo il sesso: la cacca. Per loro – com’è evidente – la cacca non è qualcosa da affogare il più presto possibile e sbirciare di sottecchi tirando l’acqua. Ma – come nei fatti è – un processo fisiologico che ci dà indicazioni sulla nostra salute e merita rispetto e attenzione.

Quando ho ristrutturato casa e potevo scegliere un nuovo water non vedevo l’ora di comprarne uno così: purtroppo, il mio sogno si infranse. Il commesso mi guardò dritto negli occhi, sorrise, e mi disse che nessuno gli aveva mai fatto una richiesta simile. Voleva mettermi in imbarazzo, ma riuscì solo a confermarmi che, come dicevo, siamo un popolo di frustrati mentalmente ingessati dalla paura della cacca.

So, tuttavia, che il vero miglior water sarebbe la turca, diffusa nei Paesi orientali e medio orientali. Quando si dice che la semplicità è la migliore soluzione. La turca è in sostanza un buco per terra, quindi impedisce di trasmettere malattie e infezioni, perché il corpo non tocca nulla, garantisce la più naturale delle defecazioni perché consente di stare accovacciati comprimendo l’intestino ma restando rilassati. Due vantaggi non indifferenti, ma se la storia ha davvero un collegamento diretto con il gabinetto, significa – come penso io – che la possibilità di scrutare il contenuto dei nostri visceri è ancora più importante, e potrebbe stare alla base dell’attuale potenza culturale ed economica della Germania.

Scherzi a parte, quello che invece va riconosciuto al nostro Paese (ma anche al Portogallo e alla Francia, anche se in misura infinitamente minore) è l’amore sacro per il bidet. Nessun italiano riuscirà mai davvero ad accettare l’assenza di questo strumento dal resto dei bagni del mondo, né tantomeno a capirla. Inutile provarci: la mia amica inglese mi rispose che poi faceva la doccia mattutina. Come parlare al muro. Il bidet è dunque la vera eredità dell’impero romano all’umanità, colpa di nessuno se poi questa non ha voluto approfittarne.

bidet_(galdo_trouchky_382043579@flickr_CC-BY-NC-ND)

Bisogna tuttavia citare anche quei Paesi orientali (Emirati, Egitto ma anche gran parte dell’Asia) che usano il simpatico “doccino”. Una piccola doccia sistemata accanto al water per pulirsi con l’acqua sfruttando la tazza del water anche come bidet. Inutile spiegare che poi tutto resta schizzato e insomma: se questo sistema vince in praticità ed economicità (che non è poco) non vince di sicuro in comodità. Entrambi – bidet e doccino – sono come detto termometri di civiltà, e l’Occidente tutto – eccetto l’Italia – dovrebbe vergognarsi di sprecare ancora oggi così tanta carta – materia prima non rinnovabile – per pulirsi, e male, laddove il sole non batte.

Limitandoci al nostro Paese, vorrei spendere due parole sullo sciacquone milanese. Qualcosa che mi colpì come un fulmine e contribuì a farmi innamorare di questa città. Lo sciacquone tradizionale meneghino è un rubinetto: prima della diffusione dei due pulsanti (poca acqua per la pipì, tanta acqua per la cacca) di derivazione ambientalista, questa soluzione è geniale perché semplicemente ti permette di valutare di volta in volta quanta acqua serve, senza sprechi, velocemente: apri, apri un po’ di più se serve pressione, chiudi. Geniale. (Ah, per motivi igienici, la piattaforma di ricerca personale per le pulizie, Helping ci ricorda che prima di tirare l’acqua è bene chiudere il sedile del water: le micro gocce d’acqua che altrimenti se ne volano fin sopra al nostro spazzolino saranno così trattenute).

Non posso chiudere prima di ricordarvi l’ultima e davvero interessante chicca della sharing economy: la app per cercare un bagno privato in affitto per pochi minuti. Airpnp, lanciata in Usa lo scorso carnevale, è stata utilizzata da 2mila persone solo nel giorno di lancio e ti permette di localizzare un’anima pia che, vicino a te – turista o semplicemente lontano da casa tua – ti offra a partire da 3 dollari il tuo bel gabinetto pulito. Vantaggi di un mondo sempre più avanti, a partire dal water.

(Michela Dell’Amico, via Wired.it)

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Foto JotDeWa/Public domain, Neil T cc-by-sa, Galdo Trouchky cc-by-nc-nd

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