I combattenti ‘ideologici’ slovacchi all’estero sono punibili per legge

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Gli slovacchi che prendono parte ad attività militari di gruppi armati organizzati sul territorio di uno Stato stranero  saranno condannabili a una pena da due a otto anni di carcere, secondo un emendamento al Codice penale approvata dal Parlamento venerdì 13 novembre.

La nuova normativa, nata in risposta al fenomeno globale dei cosiddetti foreign fighters, applica  la stessa pena a chi pubblicamente incita altri a commettere tale crimine, e si vuole colpire chi ha motivazioni in primo luogo ideologiche.

Per quanto riguarda la Slovacchia, a far prendere coscienza l’opinione pubblica dell’esistenza di “mercenari ideologici” di cittadinanza slovacca è stata la scoperta questa primavera di una piccola unità di combattenti cechi e slovacchi inquadrata nelle file dei gruppi paramilitari separatisti filo-russi dell’Ucraina orientale.

La legge si applica in particolare a chi non è cittadino di uno Stato in cui è in corso un conflitto armato, o ha legami di parentela all’interno di quello Stato, e opera in attività di combattimento in un gruppo armato indipendente dalla struttura militare del Paese. I casi colpiti

(Fonte Tasr)

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Foto: combattenti in Ucraina
(sonnnateteria cc-by)

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