Dopo Parigi, la Slovacchia vicina alla Francia. Kiska: serve una Europa unita

strage_Parigi-Bataclan_13112015_(flickr)

In seguito ai sette attacchi terroristici avvenuti a Parigi la sera di venerdì 13 novembre, tutte le autorità della Slovacchia hanno fatto sentire il loro pensiero. La mattina del sabato il Presidente Andrekj Kiska, tra i primi a reagire, ha detto che dopo tali fatti l’Europa ha bisogno di maggiore unità e di agire propriamente. Il terrorismo non potrà mai soffocare la libertà e la democrazia in Europa, se l’Europa è capace di stare unita nel proteggere con vigore i suoi valori. «Le più sentite condoglianze alla Francia, che è così terribilmente provata dal terrorismo. Stiamo scioccati, tristi e indignati. I terroristi hanno ucciso di nuovo a Parigi per diffondere paura e odio tra i popoli d’Europa. Per diffondere il male e il caos in mezzo a noi», ha dichiarato il capo dello Stato. Tutte le bandiere davanti al Palazzo presidenziale slovacco sono state abbassate a mezz’asta in segno di lutto.

Kiska si è recato sabato pomeriggio all’Ambasciata di Francia a Bratislava, dove, come già avevano fatto tanti slovacchi, ha onorato le vittime accendendo una candela e, incontrando l’ambasciatore francese, ha lasciato un suo messaggio nel libro di condoglianze. Qui Kiska ha detto che «Parigi ha vissuto una notte di terrore e questa esperienza terribile ci ha dimostrato che noi, come Europa, dobbiamo essere uniti». L’Ambasciatore di Francia Didier Lopinot ha ringraziato gli slovacchi per la dimostrazione di sostegno e la simpatia. «Nei momenti tragici come questo abbiamo bisogno del sostegno e dell’amicizia della Slovacchia», ha detto, «Lottiamo contro il terrorismo perché assalta i nostri valori e la democrazia».

(La Redazione)

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Foto Jérôme DEISS cc-by-nc-nd

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